Nonostante l'accento profondamente toscano, Simone Mancini ha passato la maggior parte della sua vita in Australia.
Punti chiave
- Simone Mancini è nato in Italia, ma è cresciuto nell'outback australiano prima di trasferirsi a Sydney
- Da due anni vive a Milano dove gestisce la compagnia che ha fondato Scalapay
- In un breve periodo Scalapay è cresciuta esponenzialmente dando lavoro a 150 persone sparse in tutto il mondo
"Sono cresciuto tra i coccodrilli e i serpenti a 40 chilometri da Darwin, dove la mia famiglia era stata inviata da Papa Giovanni Paolo II in missione".
Dopo essersi trasferito a Sydney, Simone comincia ad operare nel campo dell'e-commerce insieme al cofondatore di Scalapay Johnny Mitrevski, occupandosi di tutti gli aspetti di questa impresa.
L'idea di Scalapay è stata maturata col tempo ed è arrivata dopo aver lavorato per tanto tempo nel settore dell'e-commerce
"Abbiamo scelto di lanciarci sul mercato italiano e francese per poter permettere ai consumatori di fruire di piccoli piaceri soprattutto legati ai settori della moda e della cosmesi".
Scalapay è partita come una start-up ma in soli due anni è cresciuta a ritmi serrati.
"Oggi abbiamo 150 dipendenti in uffici sparsi tra Milano, Parigi, Londra, Monaco e Sydney. In due anni abbiamo raccolto circa 200 milioni di euro di capitale e la nostra intenzione è quella di continuare a crescere specialmente nel mercato statunitense e britannico".
A soli 33 anni, Simone non solo gestisce un'azienda da 150 dipendenti su 5 continenti, ma ha anche moglie e tre figli.
"Mia moglie non sarebbe molto convinta del fatto che riesco a gestire tutto, però credo che il segreto stia nel circondarsi di persone capaci e di fiducia".
Molti imprenditori vedono il sacrificio del lavoro in vista di un'eventuale uscita. Io vedo quello che faccio come un viaggio che mi devo godere
Potete riascoltare la nostra intervista a Simone Mancini qui:
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