Negli ultimi vent’anni il sistema migratorio australiano è cambiato anche in modo drammatico, ma alcuni settori lavorativi hanno mantenuto una presenza quasi costante nelle liste delle professioni richieste per i visti di lavoro.
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Tra le professioni considerate più “sicure” nel lungo periodo ci sono soprattutto quelle legate alla sanità, all’edilizia, all’informatica e, più recentemente, anche all’insegnamento.
Ascolta l'intervista a Emanuela Canini cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra
“Ci sono effettivamente dei settori che almeno negli ultimi vent’anni non sono mai mancati dalle liste per i visti di lavoro”, spiega l'agente di immigrazione Emanuela Canini ai microfoni di SBS Italian. “Questi sono: sanità, edilizia, informatica e negli ultimi anni anche l'insegnamento”.
Le professioni più richieste
Nonostante alcuni cambiamenti nel tempo, molte occupazioni sono rimaste stabilmente richieste dal mercato australiano, e tra queste figurano medici, infermieri, ingegneri, sviluppatori di software e insegnanti per le scuole dell’obbligo.
Per chi arriva dall’Italia con una formazione già consolidata, il problema principale spesso non è trovare una professione richiesta, ma ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali.
“Per chi viene dall'Italia già con un curriculum di questo tipo, probabilmente l'unico problema che ha è l'iscrizione all'albo per esercitare”, spiega Canini riferendosi alle occupazioni sanitarie e all'insegnamento, sottolineando quanto in questo caso siano da tenere in considerazione tempi, costi e requisiti linguistici.
Studiare in Australia: opportunità e limiti
Molti giovani italiani scelgono di costruire il proprio percorso direttamente in Australia attraverso un visto studentesco.
Tuttavia, le professioni considerate più stabili e richieste richiedono spesso una laurea universitaria e questo comporta investimenti economici importanti e un livello di inglese almeno intermedio-avanzato per poter affrontare gli studi.
“Purtroppo la maggior parte degli italiani che fanno un visto studio si iscrive ai college per corsi vocational e non all'università, a causa dei costi e anche del tipo di impegno richiesto”, osserva Canini.
Esistono però percorsi professionali che continuano a offrire buone prospettive anche senza una laurea universitaria.
Tra questi, la professione di chef e diversi mestieri dell’edilizia risultano storicamente presenti nelle liste migratorie australiane.
Si tratta di percorsi generalmente più brevi, meno costosi e più accessibili per chi desidera entrare rapidamente nel mercato del lavoro.
In alcuni casi, inoltre, non è nemmeno indispensabile possedere un diploma formale: per professioni come chef o alcuni lavori nell’edilizia è possibile accedere a sponsorizzazioni lavorative dimostrando almeno tre anni di esperienza full time nel settore.
Prima di intraprendere un percorso di studi costoso o trasferirsi in Australia è essenziale verificare tutti i requisiti e le opzioni disponibili per non andare nella direzione sbagliataEmanuela Canini
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