Situazione in Medio Oriente, manovra di bilancio e presidenzialismo: la settimana difficile di Giorgia Meloni

Belgium: EUROPEAN COUNCIL SUMMIT MEETING THURSDAY

Italy Prime Minister Giorgia Meloni pictured during pictured at the arrivals ahead of a European council summit, in Brussels, Thursday 26 October 2023. Credit: Belga/Sipa USA/AAP Image

La premier Giorgia Meloni, reduce da un difficile momento sul piano personale, si trova ora a dover affrontare la crisi in Medio Oriente e il passaggio alle Camere della Legge di bilancio.


Una settimana in salita quella cominciata ieri per la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale reduce dalle note vicissitudini sul piano personale, adesso si trova a dover affrontare il nodo della questione mediorientale e il passaggio della Legge di bilancio in Parlamento.

"La Presidente del Consiglio ha definito la scelta di astenersi dal votare una risoluzione ONU per una tregua umanitaria a Gaza come equilibrata", spiega il giornalista Carlo Fusi.

Clicca sul tasto "Play" in alto per ascoltare l'intervista

"Secondo il governo in quel documento mancavano due cose: la condanna dell'eccidio pepetrato da Hamas il 7 ottobre nei confronti degli israeliani e il diritto di Israele non solo ad esistere, ma anche a replicare e a reagire a quell'attacco", continua Fusi.

Mentre la politica estera sembra unire la maggioranza, con una forte presa di posizione a favore di Israele contro le incursioni terroristiche di Hamas, la politica economica rivela divergenze significative.

"Partiti come Forza Italia e la Lega hanno protestato, ritenendo che manchi il coraggio nelle decisioni economiche", spiega Carlo Fusi.

"Salvini ha lottato per i finanziamenti al ponte sullo stretto di Messina, e le richieste dell'Unione europea di limitare il deficit hanno portato a una serie di microtasse, compreso un aumento dell'IVA su generi di prima necessità, generando difficoltà".

La questione delle pensioni è stata altrettanto controversa, con Salvini che aveva promesso un intervento significativo sulla legge Fornero. Tuttavia, alla fine, il compromesso è stato la "quota 103," che alcuni ritengono più severa della politica della Fornero stessa.

Questa divisione all'interno del governo Meloni potrebbe avere implicazioni significative sulla sua capacità di mantenere un'unità coesa mentre affronta le sfide politiche ed economiche.

"Resta da vedere come il governo gestirà queste tensioni interne mentre cerca di affrontare le sfide che il paese deve affrontare", conclude il giornalista Carlo Fusi.

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