Il tour, che comprende dieci concerti tra Perth, Sydney, Brisbane, Canberra, Melbourne, Auckland e Christchurch, rappresenta una nuova occasione di incontro con un pubblico che Ciarla conosce bene, visto che il suo primo concerto Down Under risale al 2012.
Il fulcro dei concerti è il progetto solista di Luca, nato circa dieci anni fa e basato sulla tecnica del live looping.
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"Registro dal vivo durante il concerto e ci suono sopra, realizzando una serie di tracce... e questo mi porta a creare una partitura tutto da solo", racconta Luca ai microfoni di SBS Italian.
Attraverso un pedale loop infatti, il violinista molisano registra dal vivo diverse tracce che si sovrappongono progressivamente, creando vere e proprie architetture sonore.

La formazione di Ciarla affonda le radici nella musica classica, con studi avanzati e un dottorato negli Stati Uniti, ma il suo percorso artistico è sempre stato aperto alla contaminazione.
"Sono cresciuto in una famiglia dove i Beatles, le canzoni napoletane tradizionali o Bach o Beethoven avevano lo stesso spazio e la stessa considerazione", racconta.
Fin da giovanissimo si è avvicinato poi all’improvvisazione e al jazz, ispirato anche dall’ascolto di grandi pianisti come Keith Jarrett.
Accanto alla musica colta, nella sua crescita hanno avuto un ruolo fondamentale le tradizioni popolari.
Dalle sonorità balcaniche legate alle origini familiari, fino alla canzone napoletana storica e alle molteplici culture musicali che si affacciano sul Mediterraneo, tutto confluisce nel progetto Mediterranea, che Ciarla presenta in questa tournée australiana.
Del resto, siamo un Paese melodico ed è bello poter rivisitare quei temi e riproporli in maniera frescaLuca Ciarla
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