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Stretto di Hormuz, la tregua tra Stati Uniti e Iran vacilla

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Due uomini su una piccola imbarcazione pescano vicino a una nave ancorata nello Stretto di Hormuz, al largo di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. Credit: AMIRHOSSEIN KHORGOOEI/AFP

Medio Oriente incandescente: rischio di escalation tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz e nessuna tregua tra Libano e Israele, che estende la detenzione degli attivisti della Flotilla.


Il cessate il fuoco in vigore da inizio aprile tra Stati Uniti e Iran è a rischio: Washington ha annunciato l’operazione Project Freedom per la riapertura dello Stretto di Hormuz, Teheran ha risposto colpendo diversi mercantili, scatenando la controreazione degli Stati Uniti.

"Il rischio di escalation è molto alto, sebbene, stando a quanto dichiarato dal segretario di Stato statunitense Rubio, l'operazione militare sarebbe conclusa", spiega il giornalista e corrispondente per il Medio Oriente de Il Manifesto Michele Giorgio.

Ascolta l'intervento di Michele Giorgio cliccando sul tasto "play" in alto

"Dagli Stati Uniti arrivano dichiarazioni che lasciano in qualche modo perplessi e, allo stesso tempo, da parte dell'Iran c'è una situazione che ricorda molto ciò che fanno gli americani", prosegue Giorgio.

Altro bersaglio degli attacchi iraniani è stato un porto petrolifero negli Emirati Arabi Uniti, alleati di Israele e Stati Uniti. Secondo Michele Giorgio si tratta di un messaggio "militare ma anche politico" di Teheran agli altri Paesi del Golfo.

L’Iran mette in guardia gli Emirati, ma allo stesso tempo fa capire alle altre monarchie del Golfo che l'Iran è un Paese che non cerca nemici, soprattutto in questo momento in cui è sotto attacco.
Michele Giorgio, giornalista e corrispondente per il Medio Oriente de Il Manifesto.

La situazione resta incandescente sul fronte tra Israele e Libano: "Lì il cessate il fuoco non c'è mai stato e Israele porta avanti questa campagna che dice essere rivolta contro Hezbollah", spiega il giornalista de Il Manifesto.

"Israele ha creato una zona cuscinetto all'interno del Libano del sud che potrebbe rimanere se non verrà realizzato l’obiettivo principale del governo Netanyahu, cioè ottenere la sconfitta di Hezbollah", prosegue.

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