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"Tempi che cambiano": Chiuderà 4 anni prima il più grande impianto a carbone del Victoria

Night time image of Yallourn Power Station in the Latrobe Valley, Victoria. Monday, July 15. 2014.

Night time image of Yallourn Power Station in the Latrobe Valley, Victoria. Monday, July 15. 2014. Source: AAP Image/David Crosling

La chiusura della centrale elettrica a carbone di Yallourn quattro anni prima della scadenza della sua licenza e l'annuncio dell'inizio dei lavori di conversione dell'impianto di Loy Yang A, per produrre idrogeno liquido, sono gli spartiacque del futuro dell'energia in Australia.


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By Carlo Oreglia, Francesca Valdinoci

Presented by Massimiliano Gugole

Source: SBS


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La chiusura della centrale elettrica a carbone di Yallourn quattro anni prima della scadenza della sua licenza e l'annuncio dell'inizio dei lavori di conversione dell'impianto di Loy Yang A, per produrre idrogeno liquido, sono gli spartiacque del futuro dell'energia in Australia.


"È il segno dei tempi che cambiano": questo è stato uno dei commenti la scorsa settimana al doppio annuncio nel Victoria, fondamentale per il futuro energetico dello stato. 

Da una parte l'annuncio della chiusura della centrale elettrica a carbone di Yallourn nel 2028, quattro anni prima della scadenza della licenza, e dall'altra, due giorni dopo, quello dell'inizio dei lavori di conversione dell'impianto di Loy Yang A, a sud di Traralgon, per produrre idrogeno liquido.

Il più grande impianto a carbone del Victoria quindi chiuderà i battenti quattro anni prima del previsto, lasciando un grosso punto interrogativo per centinaia di posti di lavoro. L'impianto dà lavoro a circa 500 persone e fornisce il 22% dell'energia dello stato.

Il motivo della chiusura è semplice: costi contro benefici, in una situazione che ha visto la pandemia di COVID-19 spingere l'accelleratore su un cambiamento già in atto, ha dichiarato a SBS Italian Attilio Pigneri, CEO di H2O Hydrogen Utility.

Il cambiamento dei prezzi ha cambiato anche le opportunità per le centrali a carbone di partecipare al mercato

La zona interessata è nel Gippsland, a sud est di Melbourne, che nei decenni scorsi ha avuto un grande afflusso di immigrati, molti di loro italiani.

Tra di loro Michele Russo, che si è trasferito in Australia, nella Latrobe Valley, all'inizio degli anni '80.

Michele da molti anni lavora nella centrale elettrica Loy Yang, uno stabilimento a carbone a Traralgon, occupandosi della manutenzione delle turbine come operaio specializzato precario.

La centrale elettrica a carbone di Loy Yang  nella Latrobe Valley.
La centrale elettrica a carbone di Loy Yang nella Latrobe Valley. Source: AAP Image/Julian Smith

Le centrali che fanno capo a Loy Yang producono circa il 50% del fabbisogno di energia del Victoria.

Michele ha ricordato come per la regione sia stata fondamentale la presenza delle aziende sul territorio dagli anni '80 fino agli anni '90, quando è cessata la gestione pubblica delle centrali.

Gli impianti da anni stanno chiudendo uno dopo l'altro, con prevedibili conseguenze economiche sulla regione.

La ministra dell'energia Lily D'Ambrosio durante l'annuncio della chiusura dell'impianto di Yallourn, ha dichiarato che il governo laburista si è impegnato a garantire una "giusta transizione" per i circa 500 lavoratori della Latrobe Valley

It is a sad day. It's a tough day. But we have seven years to plan this, get it right, and ensure that the workers have all of the support and the community has all of the support that they need

Al suo posto, Energy Australia è intenzionata a costruire un impianto da 350 megawatt di batterie entro il 2026.

Ma il problema della "just transition" non è solo statale, è un problema che fino ad ora a livello nazionale l'Australia si è rifiutata di prendere seriamente in considerazione, secondo Attilio Pigneri, a differenza di altri Paesi come la Spagna.

Chi sostituirà i vecchi impianti?

Non è un caso che dopo l'annuncio della chiusura di Yallourn, due giorni dopo sia stato annunciato l'inizio dei lavori di conversione dell'impianto di Loy Yang A, a sud di Traralgon.

"Quello che fa gola sono le infrastrutture già esistenti, e presto assisteremo ad una vera e propria corsa per prenderne possesso", rivela a SBS Italian Attilio Pigneri.

L'Australia intanto si sta posizionando nel mercato globale avvicinandosi al Giappone, che al momento è dipendente per il 94% dai combustibili fossili per i suoi fabbisogni energetici. Giappone che si è impegnato a raggiungere emissioni zero entro il 2050 ma che è impossibilitato a produrre energia verde da solo.

Il Paese del Sol Levante deve per forza di cose guardare all'estero e qui entra in gioco l'Australia.

Il Latrobe Valley project è finanziato da Giappone, Victoria e governo federale australiano, con l'intenzione di creare la prima filiera a zero emissioni di idrogeno blu (idrogeno prodotto da combustibili fossili con il sequestro e la cattura di anidride carbonica), realizzato a -250 gradi centrigradi.

In seguito si intende realizzare una flotta di navi a metano per il trasporto oltremare, in un ciclo che promette la creazione di molte nuove opportunità lavorative e minore inquinamento atmosferico.

La centrale di  Yallourn in un'immagine di repertorio.
La centrale di Yallourn in un'immagine di repertorio. Source: AAP Image/Julian Smith

Cosa ci riserva il futuro in Australia?

Il futuro quindi è nella riconversione delle centrali a carbone, che chiuderanno a ritmi sempre più serrati nei prossimi anni proprio per le mutate condizioni del mercato.

Questo porterà ad un cambiamento nella Latrobe Valley, una zona che è stata fondamentale per l'integrazione degli italiani dagli anni '50 in poi.

Si tratta di un'era che ormai è chiusa

La fine di un epoca e l'inizio di un periodo difficile per la Latrobe Valley, secondo Michele Russo, ma anche un periodo che potrebbe segnare la svolta nella produzione energetica di tutto il Paese.

Ascolta l'inchiesta di SBS Italian.

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti. 

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