Una madre e i suoi due bambini sono stati salvati dopo essere rimasti intrappolati per 228 ore sotto le macerie di un edificio crollato a causa delle scosse di terremoto che hanno colpito la Turchia dal 6 febbraio.
Poco prima è stata tratta in salvo, dopo 227 ore sotto le macerie, una donna di 74 anni, in un'altra delle città più colpite dal sisma, dove in mattinata era stata salvata anche una 45enne.
“Di miracolo dobbiamo parlare per i casi delle donne tirate fuori dalle macerie, ma è difficile che ci siano molte altre persone sotto le macerie”, commenta Michele Giorgio, corrispondente dal Medio Oriente e direttore di PagineEsteri.it, ai microfoni di SBS Italian.
In Turchia, sono state estratte vive oltre 8.000 persone dai resti dei palazzi crollati. Molte persone in Siria hanno manifestato la propria rabbia per la lentezza dei soccorsi, in particolare nella zona nord-occidentale del Paese, dove già prima del disastro c'erano oltre 4 milioni di persone che dipendevano dall'assistenza umanitaria per sopravvivere.
“La macchina dei soccorsi si è mossa meglio in Turchia rispetto alla Siria, un paese frantumato che viene fuori da 12 anni di guerra civile”.
Tra i due Paesi, sono oltre 41mila i morti accertati fino ad ora.
Intanto in Turchia sono stati compiuti 110 arresti per "negligenza edilizia", ma anche 78 arresti di persone accusate di aver seminato il panico con notizie false sui social media.
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