Giuseppe La Scala, Vice Presidente dei piccoli azionisti del Milan parla degli intrighi finanziari dietro alla situazione societaria dei rossoneri.
Il Milan si trova in questi giorni sulle prime pagine dei giornali. Ma non per le sue imprese sportive e neppure per i colpi di calciomercato.
A poco più di un anno dall’acquisto della scocietà di via Aldo Rossi dall’ex presidente Silvio Berlusconi, la nuova proprietà cinese, che fa capo al poco conosciuto imprenditore Li Yonghong, sembra aver fallito nei suoi progetti imprenditoriali.
Tra prestiti in scadenza con il fondo Elliott di Paul Singer - che potrebbe diventare proprietario del club in caso di mancati pagamenti – e la sentenza UEFA che ha escluso la squadra dalle coppe europee, si affacciano ai tavoli delle trattative nuovi possibili compratori.
Questa volta non sono più soggetti asiatici, ma statunitensi.
In pole position sembrerebbe esserci Rocco Commisso, calabrese di nascita ma fortemente legato a New York e proprietario dei gloriosi NY Cosmos. In attesa di un’apertura c’è Tom Ricketts e la sua famiglia, proprietari dei Chicago Cubs di baseball. E sullo sfondo, si staglia l’ombra del più defilato pretendente, Stephen M. Ross, il patron dei Miami Dolphins, gloriosa compaggine fella NFL di football americano.
E mentre dal mondo politico italiano arrivano appelli a trovare una proprietà di casa nostra, sembra proprio che nel bel paese non esistano le risorse per gestire una squadra di alto livello nel calcio moderno.





