Arriva anche in Australia The Damned, in italiano "I Dannati", film ambientato negli Stati Uniti nel 1862, in piena Guerra di Secessione, del regista Roberto Minervini, che con questa pellicola ha vinto il prestigioso premio per la miglior regia nella sezione “Un Certain Régard” del festival di Cannes.
Minervini, che in precedenza ha diretto alcuni documentari, tra cui The Other Side (2015) e What You Gonna Do When the World's on Fire? (2018), in questo caso ha affrontato un tema storico, la Guerra Civile Americana, parlando comunque in modo tangenziale della società statunitense contemporanea.
"Ho sempre fatto così: parto da un assessment della situazione attuale. In questo caso parliamo di un'America completamente divisa, spaccata", spiega Minervini al microfono di SBS Italian.
"Sappiamo tutti cosa è successo il 6 gennaio del 2021, quando c'è stata la presa del Capitol [Hill], e quindi per me era importante tornare indietro, e andare un po' a rivedere quando tutto iniziò per questa democrazia fragile americana, quando tutto era in fase embrionale, quando la gente non capiva neanche dove fosse il giusto e dove fosse lo sbagliato".
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"Abbiamo deciso, con un gruppo di collaboratori di fiducia, di andare letteralmente a mettersi nei panni di chi ha vissuto un'epoca che fa da precursore all'epoca che viviamo oggi", prosegue.
Il film è stato girato nel Montana, "una terra che continua ad essere di confine perché continua ad essere terra ostile, poco abitata", spiega il regista.
Nel cast ci sono alcune persone che hanno fatto parte di alcuni documentari precedenti di Minervini e alcuni colleghi cineasti: "questo è lo zoccolo duro del cast, gente con cui abbiamo passato momenti formativi insieme, con cui a volte basta uno sguardo per capire come affrontare un progetto".
Abbiamo deciso, con un gruppo di collaboratori di fiducia, di andare letteralmente a mettersi nei panni di chi ha vissuto un'epoca che fa da precursore all'epoca che viviamo oggiRoberto Minervini
La fiducia reciproca con la propria troupe è una componente fondamentale per Minervini, anche perché The Damned, chiarisce, "è un progetto di finzione storico non scritto, quindi basato totalmente sull'improvvisazione".
Ma al di là degli eventi storici che racconta, The Damned è anche una meditazione sulla guerra in generale: "è ovvio che è un film che parla di guerra come condizione esistenziale, l'essere in guerra come qualcosa di disumano".
Roberto Minervini è nato e cresciuto in Italia, ma dopo la laurea in economia si è trasferito in Spagna, e da lì poi negli Stati Uniti.
L'approdo al cinema è arrivato in un secondo tempo, ricorda: "solo dopo aver perso il lavoro come consulente finanziario, proprio perché i clienti erano nelle Torri Gemelle, essendo stato compensato come vittima dell'11 settembre sono riuscito poi a fare proprio un giro a 180 gradi, cambiare carriera e finalmente a dedicarmi a qualcosa che sentivo, di cui sono innamorato: le arti visive, che sono diventate cinema".
"I Dannati" racconta delle storie di individui, attraverso gli occhi degli individui, è un film molto intimo proprio per questo; perché in fondo non si può bypassare il fatto che comunque nella guerra ci scappano i morti e i morti sono delle persone, non sono solo un body countRoberto Minervini
The Damned sarà proiettato ancora mercoledì 14 agosto al MIFF.
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