Alla vigilia del voto europeo, il nostro corrispondente dall'Europa centrale e orientale ha visitato le repubbliche baltiche, la Finlandia e la Polonia.
E le tematiche di questo voto sono molto diverse da quelle del resto d'Europa.
"La cosa fondamentale di tutti questi paesi è che l'adesione del 2004 all'Unione Europea è stata principalmente un'adesione dovuta ad una fuga da una geopolitica estremamente penalizzante. Pensiamo a tutti questi paesi - eccetto la Finlandia - che in una qualche maniera hanno subito gli esiti della seconda guerra mondiale e sono stati paesi satellite del Cremlino. E la Finlandia ha dovuto vivere in una situazione chiamata finlandizzazione, ossia un paese con una politica estera bloccata proprio perché affianco aveva l'Unione Sovietica. E l'URSS non poteva accettare che un paese così vicino a lei potesse essere sede della NATO o membro del blocco occidentale anche a livello economico".
E infatti secondo D'Amato la Russia è proprio al centro del dibattito sull'Europa che è in corso in questi paesi.
La Russia da un lato guarda alle elezioni europee con interesse, visto che l'Europa è il suo "concorrente principale" sia economico che geopolitico.
E nei paesi confinanti con la Russia non si può ignorare la presenza del vicino:
"Sul Baltico si guarda con grande, grandissima apprensione a quello che è avvenuto in Ucraina nel 2014 - quindi l'annessione della Crimea - e nello stesso tempo anche lo scoppio della guerra ibrida in Ucraina orientale".
E per questo motivo, secondo D'Amato, in questi paesi determinate tematiche che dominano il dibattito in Europa occidentale sono secondarie.
"I movimenti euroscettici sono minoritari e quest'area sa perfettamente che senza l'Unione Europea il suo destino sarebbe segnato".
E se volete ascoltare l'intervento completo di Giuseppe D'Amato potete farlo cliccando Play nell'audioplayer che si trova all'interno dell'immagine sotto al titolo di questo articolo.




