Molta Italia nel jet andato in fiamme a Mosca

Russian airline Aeroflot burning at Moscow's Sheremetyevo airport, Russia.

Russian passenger airline Aeroflot burning at Moscow's Sheremetyevo airport, Russia. Source: AAP

Il corrispondente da Mosca, Giuseppe D'Amato, racconta di come il superjet della compagnia Aeroflot sia il frutto di una joint-venture russo-italiana.


Sarebbe stato un fulmine a costringere all'atterraggio di emergenza il jet Sukhoi Superjet-100 della compagnia di bandiera russa Aeroflot, incendiatosi domenica all'aeroporto Sheremetyevo di Mosca. Questo secondo le informazioni raccolte raccolto dal quotidiano Komsomolskaya Pravda.

Nel frattempo sarebbero almeno 41 le persone che hanno perso la vita nella catastrofe che ha visto l'aereo prendere fuoco durante un atterraggio di emergenza all'aeroporto moscovita dal quale era decollato poco prima diretto a Murmansk.

A bordo del velivolo c'erano 78 persone.

Un velivolo che, come spiega ai microfoni di SBS Italian Giuseppe D'Amato da Mosca, è stato costruito dall'azienda aeronautica italo-russa Sukhoi Civil Aircraft Company (SCAC), in collaborazione con l'italiana Alenia Aermacchi (che ne detiene parte del capitale societario), società confluita successivamente in Leonardo-Finmeccanica.

Si tratta, secondo D'Amato, del fiore all'occhiello dell'impegno aeronautico civile italiano e una delle più importanti alleanze strategiche tra Russia e Italia.


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