Il limoncello sta gradualmente prendendo piede in Australia, ma down under continua a costare ancora il doppio - se non il triplo - rispetto al bel Paese.
Di fronte a questa forbice di prezzo, c'è chi ci rinuncia completamente, chi prova (con le buone o con le cattive) a procurarsi dell'alcol puro per realizzarlo in casa e chi invece decide di lanciare un proprio prodotto sul mercato dei superalcolici.
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È stato questo il caso di Thomas Giurioli e Daniel Leuzzi, due 33enni di Melbourne che durante la pandemia hanno cominciato a produrre limoncello nel loro ristorante di Chapel street, Freddy's pizza.
"Inizialmente era un modo per divertirci. Lo offrivamo ad amici e clienti che avevano ordinato cibo take-away, in attesa che l'ordine fosse pronto. Volevamo dare loro qualcosa di gioioso", racconta Thomas Giurioli, romano trapiantato in Australia una quindicina di anni fa e che in Italia era abituato a fare il limoncello in casa.
Il primo lotto fu frutto di due litri di alcol portati dall'Italia, ma non so quanto fosse legaleThomas Giurioli
All'inizio, la loro attività non aveva i crismi dell'ufficialità (e neanche le licenze necessarie, a dirla tutta), ma una volta constatato il gradimento dei clienti, degli amici e degli altri ristoratori, i due ragazzi hanno deciso di mettersi in regola.
Il compito è spettato a Daniel Leuzzi, italo-australiano cresciuto a Melbourne, per il quale a Moorabbin, nella casa dei nonni immigrati dal bel Paese, "gli odori prevalenti erano due: cemento e limoncello".
A Dan è spettata anche la scelta del nome dell'azienda 'Tommy's booze'.
"Siamo entrati nel mercato in un momento nel quale la cultura di questo prodotto ha davvero cominciato ad imporsi in Australia. Anche per questo siamo partiti piccoli, ma stiamo crescendo rapidamente", spiega Thomas.
Dopo il limoncello, sono seguite varie sperimentazioni, dalla fragola alla pesca all'alloro, fino alla decisione di ampliare l'offerta di Tommy's booze a liquori a base di lampone e mandarino e a produrre lo spritz al limoncello in lattina.
"Adesso acquistiamo due tonnellate di limoni a volta e nelle vasche sul retro di Freddy's abbiamo costantemente 1500 litri di acqua, zucchero, bucce e alcol in infusione. Ma continuiamo a produrlo come lo facevo a Roma", racconta Thomas.
"Il feedback più significativo? Quello di mia madre", conclude Daniel.

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