Ci sono circa 80 milioni di italiani al di fuori dell'Italia, e sono loro l'obiettivo della campagna per promuovere il cosiddetto "turismo delle radici", ovvero il turismo di chi ha origini italiane ma vive all'estero.
Paola Bacchia, blogger e autrice di libri di cucina, vive a Melbourne. Il suo libro più recente è "Istria", un vero e proprio viaggio della memoria, culinaria e non solo, dedicato alle zone in cui la sua famiglia paterna affonda le proprie radici.
"Nei dintorni di Trieste è dove sento il mio dialetto, è una cosa che mi attira molto e non vedo l'ora di ritornarci", spiega ai microfoni di SBS Italian.
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Paola ha già prenotato il suo prossimo viaggio in Italia, e tra gli aspetti che la spingono a tornare c'è il poter "parlare il mio dialetto, sentire il sapore dei cibi... mi sembrerà che i miei genitori non siano scomparsi e che siano lì con me".
Luca, che vive a Sydney, spera di andare in Italia l'anno prossimo. Originario di un paese tra Bologna e Ferrara, dice che in genere alterna "vacanze in Italia a vacanze in posti inimmaginabili dall'Italia, le Hawaii, le Fiji, il nord dell'Australia".
I due anni di pandemia e stop forzato però hanno aumentato la sua nostalgia di casa, e tutto sommato non vede l'ora di rivedere fiere, sagre paesane, e la riviera romagnola, che "magari non è spettacolare come le coste della Sicilia, ma ha un suo perché".
"Da quando il governo ha annunciato la riapertura delle frontiere ho molte più richieste da parte di italiani che vivono in Australia per andare in Italia", spiega Claudia Salvata, che lavora in un'agenzia di viaggi australiana.
"La voglia di tornare a casa dopo due anni di blocco qui in Australia è tantissima", aggiunge, "io stessa non vedo l'ora di tornare a casa e rivedere la mia famiglia".
"Gli italiani all'estero sono considerati i primi ambasciatori del marchio Italia", sottolinea Emanuele Attanasio, responsabile dell'ente italiano per il turismo in Australia e Nuova Zelanda.
"I turisti internazionali in Italia per visitare parenti e amici sono stati 10,4 milioni nel 2019", spiega, con un aumento rispetto al 2018. Dati significativi che fanno sperare che dopo la pandemia il "turismo delle radici" possa tornare a decollare.
Lo stesso Attanasio, che manca dalla sua Lucca dal febbraio 2020, conclude: "non vedo l'ora di rivederla!".
Ascolta il dibattito andato in onda:
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