Secondo il Ministero dell'Interno, nel periodo tra giugno 2022 e agosto 2023 oltre 100 mila persone sono state bocciate al test per la cittadinanza australiana che consiste in 20 domande a risposta multipla.
I dati mostrano che sotto il governo laburista la percentuale di chi ha passato il test è precipitata al 65%, mentre era all'80% tra il 2017 ed il 2021, quando era la Coalizione a governare.
L'ultimo cambiamento alle domande è avvenuto durante il governo Morrison, nel 2020.
L'accusa dell'Opposizione è che il governo Albanese si è dimenticato di insegnare ai richiedenti "cosa voglia dire essere australiano", insomma che si sia fatto troppo poco per insegnare ai nuovi cittadini come studiare per il test.
Ma per l'agente d'immigrazione Emanuela Canini le critiche dell'Opposizione sono infondate.
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"Se andiamo a guardare le statistiche degli ultimi anni, non credo che si possa fare un paragone per quanto riguarda le lamentele dei Liberali, in quanto si basano sul periodo 2017-2021, dove solo nel 2020 sono state aggiunte le domande sui valori australiani, per cui basta sbagliarne una e fallire il test", commenta Canini.
Secondo Canini, le bocciature al test in generale dipendono da vari fattori, tra cui un basso livello di inglese e la poca dimestichezza di molti nell'affrontare test a risposta multipla.
"Un altro fattore è decisamente la natura delle domande che se per noi occidentali provenienti da paesi democratici diamo quasi per scontato, per persone provenienti da altri paesi dove ci sono dittature o dove una religione viene imposta non è poi così immediato, neanche dopo aver letto l'opuscolo", aggiunge.
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