Nella serata di martedì, un pesante raid di Mosca contro una scuola militare nella città di Poltava ha provocato la morte di almeno 50 persone, tra le quali - secondo quanto riporta il Cremlino - alcuni stranieri arrivati in Ucraina per addestrare il personale locale.
Kiev non conferma, anche perché nella giornata appena trascorsa un'altra tegola si è abbattuta sul gabinetto di guerra di Volodymyr Zelensky.
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Con una lettera scritta a mano, ha infatti rassegnato le dimissioni il potente ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, al quale si sono accodati altri responsabili di dicasteri cruciali, come quelli dell'industria, della giustizia, dell'energia e dell'ambiente.
"È autunno e cadono le foglie. Gli alberi restano spogli", ha ironizzato sui social la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
Delle cause e delle possibili conseguenze di questo rimpasto di governo abbiamo parlato con il giornalista Giuseppe D'Amato, con il quale ci siamo occupati anche della visita di Vladimir Putin in Mongolia.
Una missione che era stata preceduta da voci sul possibile arresto del leader del Cremlino perché sul presidente russo pende un mandato di cattura internazionale e che si è conclusa con un successo russo sul fronte politico ma con un nulla di fatto sul piano economico e strategico.

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