La giovane cantautrice friulana nel suo album “Zohra” racconta con la lingua carsica la storia di una ragazza che fugge dal Pakistan e giunge in Friuli attraverso la rotta balcanica, chiamata “The Game” da chi la compie.
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Nicole Coceancig è giovane ma ha già le spalle robuste, musicalmente parlando.
La giovane friulana, che nel 2024 si era aggiudicata la XXVII edizione del Premio Ciampi, con i due brani originali Cjare mame e Di trop che o ai cjaminât, continua a sperimentare la lingua carnica, canzoni che poi sono entrate nel concept album "Zohra", nel quale racconta il dramma della migrazione.

"Mi è sempre interessato molto il tema della migrazione dell’essere umano", ha esordito, "perché fin da ragazzina ho letto tanto su questo fenomeno che esiste da sempre, ma a un certo punto ho sentito che informarmi non mi bastava più e ho deciso di entrare in quel mondo concretamente, iniziando a lavorare in una comunità per minori stranieri non accompagnati”.
Io devo prendermi questa responsabilità, è il focus di tutto il mio lavoroNicole Coceancig
Originaria di Premariacco, Coceancig ha anche affrontato il tema della responsabilità civile e politica dei personaggi pubblici, tema spesso dibattuto anche in Italia: “Ho sempre pensato che chi ha il privilegio di poter parlare davanti a un microfono e a delle persone abbia una grande responsabilità", ha detto Coceancig.

"Per me cantare di temi e argomenti nelle canzoni è obbligatorio, una necessità. A prescindere dal fatto che questi temi possano essere difficili, divisivi, controcorrente o che possano scatenare qualcosa di non positivo”, ha concluso.
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