Il rapporto “State of Environment 2021” mette in luce una situazione estremamente preoccupante riguardo allo stato di salute dell'ambiente in Australia, evidenziando uno sviluppo ed uno sfruttamento ormai insostenibile delle risorse naturali.
In evidenza:
- Dal 2016 sono 202 le specie animali e vegetali che si aggiungono alla già lunga lista di "questioni a rischio di importanza ambientale nazionale"
- L'elenco delle specie minacciate probabilmente aumenterà notevolmente nei prossimi anni, man mano che l'impatto dei catastrofici incendi boschivi del 2019/20 diventerà più chiaro.
- L'Australia ha perso più specie di mammiferi di qualsiasi altro continente e ha uno dei più alti tassi di declino delle specie nel mondo sviluppato
Il rapporto, redatto ogni cinque anni, è una revisione completa ed indipendente sullo stato di salute dell'ambiente in Australia, ed è basato sull'evidenza scientifica, come richiesto dall'Environment Protection and Biodiversity Conservation Act 1999.
Lo State of Environment è il risultato della combinazione di conoscenze scientifiche, tradizionali e locali di persone indigene e non, che hanno lavorato insieme per creare questa valutazione olistica dello stato dell'ambiente australiano.
Il contenuto dello State of Environment 2021, pubblicato lo scorso 19 luglio, mette in luce uno sviluppo ed un uso ormai insostenibile delle risorse. In generale, viene evidenziato come il profondo deterioramento dell'ambiente sia il risultato delle crescenti pressioni dovute al cambiamento climatico, alla perdita di habitat, all'inquinamento e all'estrazione di risorse.
La professoressa Emma Johnston, una delle autrici del rapporto, ha spiegato che il nostro ecosistema è messo a rischio da una serie di fattori ma, di fondo, l'impatto del cambiamento climatico è un fattore comune di minaccia.
I temi ambientali analizzati nello State of Environment sono, tra gli altri, la qualità dell'aria, la biodiversità, il clima, le coste, gli eventi estremi, le acque interne, la terra, l'ambiente marino e quello urbano. Sono i diversi i punti che emergono, ma forse quelli più scioccanti sono tre.
Innazitutto dal 2016, anno dell'ultimo State of Environment, 202 specie animali e vegetali sono emerse come "questioni a rischio di importanza ambientale nazionale", dopo che già 175 specie erano state aggiunte all'elenco tra il 2011 e il 2016. Ciò è accaduto mentre il tasso di scoperta e descrizione di nuove specie è notevolmente rallentato nel passato decennio.
Inoltre, sebbene la strategia messa in atto dal governo per cercare di conservare le specie minacciate abbia migliorato la situazione di 21 di quelle che sono defnite specie prioritarie, molte altre non hanno mostrato miglioramenti. L'elenco delle specie minacciate probabilmente aumenterà
notevolmente nei prossimi anni, man mano che l'impatto dei catastrofici incendi boschivi del 2019-20, che hanno ucciso tra 1 e 3 miliardi di animali, diventerà più chiaro.
Un altro punto fondamentale emerso è che l'Australia ha perso più specie di mammiferi di qualsiasi altro continente e ha uno dei più alti tassi di declino delle specie nel mondo sviluppato. Più di 100 specie australiane sono state elencate come estinte, o estinte in natura. Le principali cause di estinzione sono l'introduzione di specie non native, e la distruzione e bonifica dell'habitat.
Con il dottor Alberto Meucci, oceanologo della Melbourne University che si occupa di studi di clima focalizzati agli impatti dei cambiamenti climatici sulle onde e, quindi, sugli equilibri delle coste australiane, ma anche di eventi estremi, abbiamo commentato lo State of Environment 2021.
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