Non è la prima volta che l'UNICEF, il fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia impegnato a portare aiuti alla popolazione di Gaza, lancia grida d'allarme per la situazione umanitaria a Gaza.
"Siamo estremamente preoccupati della situazione che si è andata a delineare in questi mesi nella Striscia di Gaza, anche alla luce degli ultimi accadimenti a Rafah", ha dichiarato Andrea Iacomini, portavoce UNICEF Italia ai microfoni di SBS Italian.
Il nostro appello è sempre lo stesso: cessate il fuoco e fate entrare gli aiutiAndrea Iacomini, portavoce Unicef
"Se non ci sarà un accordo, la paura è che si vada verso una catastrofe senza precedenti", continua.
Rafah è una città di bambini, come spiega Iacomini.
"Il sud della Striscia è un punto di ingresso per gran parte degli aiuti, e qualora si chiudesse carestie e fame sarebbero dietro l'angolo. Le famiglie sono malnutrite, i bambini sono malati”, ha dichiarato Iacomini.
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L'87% degli edifici scolastici a Gaza non sono agibili; 600.000 studenti non hanno più una scuola dove andare e quello che impressiona è che tutte le università di Gaza sono state distrutte, come ha spiegato Iacomini.
A Rafah sono ammassate un milione e mezzo di persone, e la metà sono bambini. A Rafah c'è un bagno ogni 800 persone, c'è una doccia ogni 3500 persone.Andrea Iacomini, portavoce UNICEF Italia
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