La guerra tra Israele e Hamas proseguirà per diversi mesi e si estenderà attraverso il 2024: sia l’esercito che il governo israeliano hanno dichiarato senza ambiguità che gli obiettivi dell’operazione militare a Gaza non sono ancora stati raggiunti e che ci vorrà ancora molto tempo.
Nei prossimi mesi potremo probabilmente assistere a nuove strategie, con un richiamo dal fronte già parzialmente iniziato di alcuni militari, in particolare dei riservisti.
Ascolta l'analisi del nostro corrispondente per il Medio Oriente Michele Giorgio cliccando sul tasto 'play' in alto
Michele Giorgio, giornalista de Il Manifesto, spiega come "il ritiro delle truppe, che è stato annunciato e che è in corso, da Gaza, potrebbe essere collegato a questa uccisione".
Le prossime ore, prosegue Giorgio, "potrebbero essere determinanti se questo conflitto avrà un ulteriore, gravissima escalation", con il coinvolgimento di Hezbollah in Libano.
Potrebbe aprirsi un nuovo fronte di guerra vero e proprio nel nord, al confine tra Libano e Israele.
Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.
Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.
L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.
Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.
In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.
L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza deglii Stati membri durante una votazione nel 2018.
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