Nel fine settimana si è conclusa a Venezia, con l'assegnazione dei premi, l'83ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Passiamo in rassegna questa edizione insieme a Sandra Bordigoni, corrispondente per il cinema.
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Il premio più importante, il Leone d'oro, è andato alla regista danese May el-Toukhy per il film "Woman Unknown", unico lungometraggio in concorso diretto da una donna.
"Il film racconta la storia di una donna che subito dopo la fine della seconda guerra mondiale sposa un uomo benestante, del quale è a servizio, ma viene poi emarginata e perseguitata per un presunto collaborazionismo con i nazisti", spiega Sandra Bordigoni.
È un film in cui, nelle parole della stessa regista, 'il corpo della donna è usato come un campo di battaglia', e che lei ha voluto dedicare a tutte le donne invisibili che non hanno una voceSandra Bordigoni
Molti si aspettavano che il premio principale del festival di Venezia potesse invece andare a "Naza", documentario su Gaza che ha scosso il festival, che si è comunque conquistato il Premio Speciale della Giuria, accolto dalla standing ovation in Sala Grande.
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Non sono mancati riconoscimenti al cinema italiano: il premio Orizzonti per il miglior attore è stato assegnato a Riccardo Scamarcio nel film "I figli della scimmia" di Tommaso Landucci (Italia), e Tommaso Landucci e Damiano Femfert hanno vinto il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura per lo stesso film; il Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato è stato assegnato a "La lunga notte del ‘43" di Florestano Vancini (Italia).
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