La storia di Vitti ‘na crozza è legata al nome dei fratelli Franco e Totò Li Causi, due dei maggiori musicisti italiani del secolo scorso. Insieme hanno composto più di duemila brani incisi dalla Cetra.
Tra questi ci fu anche una versione della canzone espressamente voluta dal regista Pietro Germi che fu inclusa nel suo film Il cammino della speranza, la cui storia racconta il dramma degli zolfatari. Questa scelta contribuì a fare della canzone l’inno della Sicilia e dei siciliani.
L’autore del testo è sconosciuto, ma la musica, dopo anni di battaglie legali, è stata finalmente riconosciuta a Franco Li Causi.
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“Vitti ‘na crozza significa ‘ho visto un teschio’ ed è stata definita una canzone contro la guerra”, spiega Giuseppe Maurizio Piscopo.
“Il significato della canzone è profondo: quando morivano delle persone di una certa ideologia politica, la Chiesa non accettava il loro funerale”.
I versi della canzone si riferiscono al rifiuto della Chiesa cattolica di concedere il funerale ai comunisti.
È una canzone sofferta che quando l’ascolto arrivo quasi alle lacrime, anche perché ne conosco il significato.
"So l’odore dello zolfo, il grande tormento che hanno portato le zolfatare che sono state un momento sì di lavoro, ma anche di incubo, di tristezza e di morte", racconta Giuseppe Maurizio Piscopo.
I fratelli Franco e Totò Li Causi
Sulla storia della canzone Giuseppe Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone hanno pubblicato il libro Vitti ‘na crozza – La storia e la musica dei fratelli Li Causi.
“Un giorno facendo una ricerca sul web, mi sono accorto che dei fratelli Li Causi non c’era traccia”, spiega Piscopo.

Considerati virtuosi di mandolino e chitarra, nel dopoguerra hanno girato il mondo dando concerti con orchestre sinfoniche o diffondendo la canzone popolare siciliana. Ma quello che sorprende è la loro enorme quantità di composizioni, tra le quali Agrigento Fox, un brano jazz trasmesso regolarmente dalla Rai, e molte altre.
“Erano così prolifici e virtuosi che in un giorno negli studi della Cetra registrarono venti brani, una cosa da Guinness dei primati”, si legge nel libro di Piscopo e Zarcone.
Lo stretto legame con l’Australia
Negli anni ’60 i fratelli Li Causi vennero in Australia per una serie di concerti sinfonici e spettacoli musicali, esibendosi principalmente a Melbourne e Sydney. Durante il loro tour eseguirono anche opere liriche come Il Barbiere di Siviglia, La Traviata e Nabucco.
Durante uno spettacolo a Melbourne, Franco incontrò Patricia Guilfoyle, una nota cantante televisiva australiana della quale si innamorò a prima vista. Patricia fece altrettanto e il legame tra i due sarebbe durato per tutta la loro vita.

“Patrizia si trasferì ad Agrigento dove ha continuato a cantare incidendo canzoni anche in italiano e siciliano”, ricorda Piscopo.
“È stata una bellissima esperienza che lega i fratelli Li Causi all’Australia”.
Il libro Vitti 'na crozza: la storia dei fratelli Li Causi
Il libro sulla storia di Vitti ‘na crozza e dei fratelli Li Causi include anche alcuni brani sonori tra i quali una versione della canzone popolare interpretata da Antonio Zarcone.
Noi, nel CD che è nel libro, con Antonio Zarcone e Tom Sinatra abbiamo fatto di più: abbiamo restituito il sapore, il colore e il significato vero di Vitti ‘na crozza.
Ascolta l'intervista con Giuseppe Maurizio Piscopo:
Ringraziamenti
SBS Italian ringrazia i maestri Giuseppe Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone per avere concesso la pubblicazione del materiale fotografico e sonoro incluso e in questo podcast, e Carlo Aonzo per la collaborazione e Tom Sinatra per le musiche.
Le versioni di Vitti ‘na crozza incluse nel segmento sono di Michelangelo Verso (1951) e di Antonio Zarcone con gli arrangiamenti di Tom Sinatra.

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