Il governo di Anthony Albanese si affretta a mantenere una delle principali promesse con le quali si è presentato alle elezioni: agire in maniera più risoluta in materia di cambiamento climatico.
Punti chiave
- Il primo ministro ha firmato un documento tramite il quale impegna l'Australia d una riduzione delle emissioni di Co2 del 43% entro il 2030.
- Secondo il ministro dell'energia Chris Bowen questo atto pone fine alle battaglie climatiche in Australia.
- Resta per ora da decidere quali meccanismi utilizzare per ottenere questo risultato
Durante un incontro con i leader industriali tenutosi nella giornata di ieri, il primo ministro ha firmato un documento tramite il quale impegna formalmente l'Australia aduna riduzione delle emissioni di Co2 del 43%, rispetto ai livelli del 2005, entro il 2030.
"Albanese spera in questo modo di mettere fine alle battaglie sul clima", spiega l'esperto di politica australiana Paul Scutti.
"Il governo ha inoltre rinnovato il proprio impegno ad azzerare le emissioni entro il 2050".
Sul tema si è espresso anche il ministro federale dell'energia Chris Bowen, secondo il quale tramite questo nuovo impegno, l'Australia si mette alle spalle un decennio di scontri e di inazione.
"Resta adesso da capire come il governo intende arrivare a questo obiettivo", spiega Paul Scutti.
"Un metodo già esistente è quello del meccanismo di salvaguardia, vale a dire l'imposizione di un tetto massimo alle emissioni per le industrie più inquinanti che si troverebbero poi a dover pagare una tassa nel caso superassero questi limiti".
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