Ogni Carnevale il sanguinaccio accompagna a Napoli le chiacchiere (o crostoli o galani, chiamateli come preferite).
Per addensare la crema e darle un gusto unico tradizionalmente veniva usato il sangue del maiale appena ucciso.
ASCOLTA IL PODCAST PER SCOPRIRE COME
- Preparare il sanguinaccio oggi sia più facile in Australia che in Italia.
- L’uso del sangue in cucina sia più comune di quanto non si possa pensare.
- Esista un’alternativa “vegetariana” del sanguinaccio.

Federica Andrisani, napoletana alla guida del ristorante Fico di Hobart insieme al marito Oskar Rossi, era da piccola una grande amante del sanguinaccio, e non lo mangiava solo a Carnevale, ma anche a Natale.
Mentre la mamma le preparava la versione più comune oggi, arricchita con ulteriore cioccolato, la zia era fedele alla tradizione e il sanguinaccio arrivava poco dopo l’uccisione dell’animale.
Quando mangiavo il sanguinaccio ed ero piccola non sapevo neanche che fosse fatto con il sangue di maiale. Credo che, se me l’avessero detto, non mi sarei impressionata più di tanto.
Ascolta il sesto episodio di Scarrafoni In Cucina:
Scarrafoni in Cucina, il primo podcast bilingue di SBS. Ascoltalo anche in inglese.


