Marilù Oliva, scrittrice, critica letteraria e docente italiana, ci presenta il suo ultimo romanzo L'Eneide di Didone, in cui si racconta dell'amore tra la regina dei fenici ed Enea. In questo libro, però, non si racconta il suicidio di lei per amore di colui che, secondo il mito, è il fondatore di Roma.
Una storia in linea con i precedenti sforzi letterari della Oliva che, dopo il successo dei precedenti romanzi - l'Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre e Biancaneve nel Novecento - prova a riportare la figura femminile al centro della narrazione.
“È uno sforzo che ritengo necessario e che, se paragonato a tutto quello che le grandi donne del passato hanno subito — affinché oggi la questione delle parità di genere sia sul tavolo della discussione — non mi sembra nemmeno così eccessivo”, ha raccontato la scrittrice ai microfoni di SBS Italian.
Nei manuali scolastici italiani viene raccontata una “letteratura maschio-centrica”, spiega Oliva, mentre alle grandi donne del passato, compresi i premi Nobel, “vengono riservate, quando ci sono, due paginette striminzite”.
Con il suo nuovo libro Marilù Oliva riscrive la storia della regina Didone, che da sola fondò Cartagine e che Virgilio, nel libro IV della sua Eneide, fa innamorare del naufrago Enea, reduce dalla Guerra di Troia.
"Virgilio ci racconta che, dopo essere stato accolto e trattato come un re, Enea voglia fuggire da Cartagine, alla volta del Lazio, senza avvisare la sua amante, la regina Didone", continua Oliva.
"Ci troviamo davanti a quello che ai giorni nostri sarebbe un caso di ghosting, e io mi rifiuto di credere che una donna forte, intelligente e potente come lei possa pensare di togliersi la vita per un uomo".
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La storia della regina di Cartagine, il cui vero nome è Elissa, regina consorte del regno fenicio di Tiro, è la storia di una donna che dopo aver affrontato il tradimento del fratello — che per gelosia le ha ucciso il marito — e dopo aver guidato una flotta da sola alla volta di una terra in cui insediare il suo popolo ed aver fondato una città in una terra straniera, utilizzando la sua astuzia, si toglie la vita per evitare di essere data in moglie ad un principe locale.
"Quello di Didone è un atto di ribellione estremo, e non la sconfitta di una donna che si annulla per amore", conclude la scrittrice.
Ascolta l'intervista integrale a Mariù Oliva:




