Sognando l'Australia

A destra le ragazze del Kings United di Riyadh, a sinistra quelle delle Eagles di Jedda

A destra le ragazze del Kings United di Riyadh, a sinistra quelle delle Eagles di Jedda Source: courtesy of Abdullah Kabbani

In Arabia Saudita è stato inaugurato il primo campionato di calcio femminile. Il sogno proibito è la qualificazione ai Mondiali down under del 2023.


In Arabia Saudita le donne hanno visto riconosciuto il diritto al voto nel 2015, hanno potuto guidare le auto nel 2018 e hanno potuto esercitare alcune professioni, come quella di notaio, solo dal giugno dell'anno scorso. 

Ad aggiungersi alla lista delle libertà conquistate dalle donne saudite c'è stata recentemente anche quella di partecipare ad un vero e proprio campionato nazionale di calcio, con tanto di premi in denaro individuali e di squadra.

"È un'evoluzione naturale. Non chiamatela rivoluzione"

“Non è una rivoluzione, ma parte di un processo naturale e di un lungo lavoro” racconta a SBS Italian Abdullah Kabbani, responsabile di alcuni progetti del Ministero dello Sport di Riyadh.

“I tornei di calcio femminili sono sempre esistiti, così come quelli di scherma e di altre discipline. Ma siamo un Paese giovane e c’è voluto del tempo per arrivare ad organizzare un campionato nazionale con 24 squadre”.


In evidenza: 

  • Il mese scorso è stato inaugurato in Arabia Saudita il primo campionato di calcio femminile
  • Le ventiquattro squadre sono suddivise in tre gironi e sono previsti premi in denaro, anche individuali
  • Nel Paese la passione per il calcio è talmente forte che due edizioni della Supercoppa italiana sono state ospitate nel regno mediorientale

Premi in denaro, libertà di scelta sul velo

“Il professionismo è un obiettivo lontano, così come lo sviluppo di una nazionale in grado di puntare ai campionati del Mondo, ma la volonta non manca".

Non mancano neanche gli incentivi economici: chi vincerà il campionato di calcio femminile dell'Arabia Saudita si aggiudicherà premi in denaro - fino a 110mila euro.

Probabilmente è presto per sperare di qualificarsi alla Coppa del Mondo ospitata da Australia e Nuova Zelanda nel 2023, ma - a prescindere dall'aspetto sportivo - l’iniziativa è stata accolta con favore da tutti i locali.

“Forse è stata una sorpresa per il resto del mondo, ma non per chi vive qui. Tutti hanno delle amiche o delle parenti che giocano a calcio da sempre. Il velo? Alle giocatrici verrà lasciata piena libertà di scelta”, conclude Kabbani. 

Riascolta qui l'intervista ad Abdullah Kabbani:

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