Il Migrant Employment Legal Service è stato annunciato oggi dall'Attorney General del NSW, Mark Speakman.
"Ogni dipendente in Australia dovrebbe essere pagato quanto dovuto e questo progetto avrà un ruolo essenziale nell'aiutarci a scovare quei datori di lavoro che sfruttano i propri dipendenti", ha affermato Speakman.
L'Attorney General Speakman si è congratulato con il Centro giuridico dell’Inner City, il Centro legale di Redfern, il Centro legale di Kingsford ed il Centro legale di Marrickville per aver unito le forze per ideare un progetto che fornisce un servizio essenziale per la comunità.
"Questi quattro Community Legal Centres hanno una lunga storia nell'aiutare alcune delle persone più vulnerabili della nostra comunità a risolvere problemi legali prima che si trasformino in crisi che possono completamente cambiare la loro vita", ha affermato Speakman.
II governo del NSW spenderà 1,6 milioni di dollari per tenere il servizio aperto per tre anni.
Nell'ambito del servizio, sono stati assunti due lavoratori che parlano le lingue dei gruppi di immigrati più colpiti da questo problema e che lavoreranno a stretto contatto con il difensore civico del Fair Work e Legal Aid NSW.
Il governo del NSW vuole "garantire che le varie comunità di immigrati del NSW non vengano sfruttate”, ha ribadito Geoff Lee, ministro ad interim per il multiculturalismo.
“Il progetto offrirà assistenza sul campo ai lavoratori sottopagati, fornendo consulenza legale gratuita a quasi mille persone all'anno", ha affermato Lee.
Secondo il ministro, il contributo degli immigrati all'economia del NSW è importante a va salvaguardato.
"I migranti temporanei apportano un contributo significativo all'economia del New South Wales, costituendo l'11% della forza lavoro nazionale".
Il Redfern Legal Center, che è tra i quattro centri legali della comunità che forniranno il nuovo servizio legale per i migranti, ha presentato una richiesta di indagine al governo federale su nuove sanzioni proposte nel caso i lavoratori vengano sottopagati.
La richiesta sostiene l'introduzione di sanzioni più severe per le aziende che sottopagano i propri dipendenti ed invita il governo ad identificare e risolvere i motivi alla base di questo sfruttamento.
Questi includono il rischio di cancellazione del visto per migranti, se i lavoratori fanno valere i propri diritti legali per far fronte al mancato pagamento.
L'avvocato di diritto del lavoro del Redfern Legal Centre, Sharmilla Bargon, ha detto al Sydney Morning Herald che il suo centro ha visto diversi titolari di visto costretti a lavorare più ore del limite legale di 40 ogni due settimane.
"Se il lavoratore migrante si lamenta, il datore di lavoro minaccia di 'farlo espellere'", ha affermato Bargon.
"Questo crea una cultura del silenzio nel caso di sotto pagamento e altre forme di sfruttamento", ha detto Bargon.