Nel primo turno delle elezioni politiche in Francia, il successo della destra di Marine Le Pen è stato confermato.
Circa un francese su tre ha votato il suo partito, ma resta da vedere nei prossimi giorni - e soprattutto dopo il voto di domenica 7 luglio con il secondo turno e i ballottaggi - come sarà il nuovo parlamento e di riflesso il nuovo governo a Parigi.
Il giornalista Giampiero Gramaglia ricorda come "in questo anno che già all'inizio era l'anno di tutte le elezioni, quelle che stiamo vivendo non dovevamo viverle".
Oltre al voto in Francia, convocato con un preavviso di sole tre settimane da parte del presidente Macron dopo il tonfo alle Europee, anche le elezioni in Iran di questi giorni sono arrivate solo dopo la tragica morte di Ebrahim Raisi, e quelle britanniche di giovedì 7 luglio avrebbero potuto cadere nel 2025.
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Regolari e attese sono invece le presidenziali negli Stati Uniti a novembre, con il presidente in carica Joe Biden che dovrebbe sfidare l'ex presidente Donald Trump.
La prestazione deludente di Biden al primo dibattito televisivo tra i due è stata secondo alcuni "un campanello d'allarme" che potrebbe portare il partito democratico a riflettere sulla sua candidatura.
Secondo Gramaglia, la soluzione "più indolore se si deve andare ad una sostituzione è che Biden faccia un passo indietro".
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