Il governo Albanese ottiene il sostegno dei Verdi per far passare al Senato alcune riforme fiscali, tra modifiche alla superannuation, misure per le imprese e proroga del taglio delle accise sui carburanti. Il professor Tani analizza i cambiamenti e il loro impatto sull'economia australiana.
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Dopo aver raggiunto un accordo con i Verdi, il governo Albanese si prepara a far approvare al Senato alcune delle misure fiscali annunciate nel Budget.
Il testo finale è però diverso rispetto alla proposta iniziale e contiene una serie di modifiche pensate per ottenere il sostegno parlamentare necessario.
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Tra i cambiamenti più rilevanti ci sono alcune concessioni a startup e piccole imprese, oltre a nuove regole per gli investimenti immobiliari effettuati attraverso i fondi pensione.
"Sono cambiamenti che vengono fatti in maniera piuttosto silenziosa", ha spiegato il professor Massimiliano Tani ai microfoni di SBS Italian.
Tani osserva però che il governo continua a evitare alcuni temi più complessi sul fronte della spesa pubblica e della tassazione delle grandi aziende.
"Il governo però non riesce ad andare a colpire le spese vere, come quelle per i sottomarini della difesa, oppure le imprese che trasferiscono i propri profitti all'estero", commenta il professor Tani ai nostri microfoni.
Uno dei punti dell'accordo riguarda l'utilizzo dei fondi pensione autogestiti per acquistare immobili, con la leva finanziaria all'interno della superannuation per comprare case.
Per il professor Tani si tratta di un tentativo di chiudere alcune delle falle del sistema: "Si cominciano a chiudere i vari loopholes, anche se la cosa interessante da fare qui in Australia sarebbe stata intervenire in modo più deciso sui grandi investitori, australiani e stranieri".
Tra le misure pensate per contrastare il costo della vita figura anche l'estensione del taglio delle accise sui carburanti.
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Lo sconto passerà da 32 a 16 centesimi al litro, garantendo comunque un risparmio per gli automobilisti che secondo il governo, la misura serve ad alleggerire il peso dell'aumento dei costi per le famiglie australiane.
Tuttavia, Tani sottolinea come il recente calo dei prezzi del petrolio sia legato anche a fattori internazionali.
Negli ultimi due mesi c'è stato un grande compratore, la Cina, che ha ridotto i propri acquisti. Questo ha lasciato più petrolio disponibile sul mercatoMassimiliano Tani, docente di finanza alla University of New South Wales di Canberra
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