Alle elezioni nazionali russe vince nuovamente il partito di Vladimir Putin, Russia Unita, con una percentuale vicina al 50 per cento, leggermente inferiore a quella delle ultime elezioni.
Qualcuno sostiene che questo risultato sia arrivato in modo sospetto e sono molteplici le voci che invocano brogli elettorali, tra cui quella del partito comunista russo, che si sente defraudato dal voto elettronico che ha stravolto in molti casi il conteggio delle schede fisiche.
Anche un portavoce dell’alto rappresentante dell’Unione Europea ha dichiarato che "l'Unione Europea crede nell'importanza di elezioni libere ed eque, quello che abbiamo visto in Russia negli ultimi giorni è che questa elezione ha avuto luogo in un clima di intimidazione nei confronti delle voci critiche e indipendenti e senza che ci fosse una missione di osservazione elettorale credibile".
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Il giornalista con base a Mosca Giuseppe D'Amato ha raccontato a SBS Italian delle "veementi contestazioni, soprattutto dei comunisti" che sono cresciuti molto, anche grazie al cosiddetto "voto intelligente" proposto dai sostenitori di Aleksej Navalny, in cui si suggeriva di votare il candidato più forte anti-Cremlino senza preoccuparsi del partito di appartenenza.
Ascolta l'intervento del giornalista Giuseppe D'Amato
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