Agosto è tradizionalmente il mese in cui in Italia le città si svuotano e le località turistiche si riempiono. Abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori se è ancora così e quali sono i pro e i contro di questa consuetudine.
Scopri altri nostri podcast cliccando qui.
Agosto è il mese per antonomasia in cui in Italia tutto si ferma: molte attività chiudono, gli uffici sono vuoti, i dipendenti in ferie. Una tradizione che può sorprendere chi vive in Paesi dove invece le ferie estive vengono distribuite più uniformemente.
Tradizione nata negli anni Sessanta, grazie ai sindacati che si batterono per questo diritto, garantendo ai lavoratori italiani alcuni dei periodi di ferie tutelati più lunghi d'Europa. Oggi la situazione sembra però stare cambiando.
Ascolta il dibattito cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra
L'agosto come "pausa collettiva" piace a Giovanni, per il quale "è giusto dare un break alla vita ogni tanto e cambiare un po' anche le nostre abitudini, in quel mese dove tutto rallenta".
Consuetudine che piace anche a Stefano, secondo il quale "gli italiani hanno inventato il concetto dell'estate, che non c'è nei Paesi del Nord Europa o qui in Australia, perché abbiamo agosto, e secondo me anche luglio, due mesi dove tutto cambia".
Agosto in Italia vuol dire però anche rallentamenti in alcuni settori lavorativi.
In quello dell’import-export, ad esempio, Laura spiega che "anche se da dopo il Covid la situazione è un po' cambiata con lo smart working, la maggior parte delle ditte italiane in questo periodo chiude".
A Luca, da 26 anni in Australia, l’agosto italiano non sembra mancare. "La vedo una cosa un po' strana. Ovviamente quando ero in Italia non me ne accorgevo perché anch'io facevo parte dell'andamento italiano".
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.





