Il 22 marzo si celebra la giornata internazionale dell'acqua, una ricorrenza istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite per sensibilizzare la società sul valore di questo bene primario.
Il tema di quest'anno è "Water For Peace", acqua per la pace. L'acqua, si legge sul sito ufficiale, è un diritto essenziale per ogni essere vivente.
La gestione dell'acqua diventa sempre più cruciale, sia perché le risorse si riducono e la popolazione aumenta, ma anche perché l'inquinamento ne mette ulteriormente a rischio la sicurezza.
Questo problema è il fulcro attorno al quale si sta sviluppando il progetto Aquawatch, portato avanti dal CSIRO, l'ente governativo per la ricerca scientifica e industriale.
Il progetto, partito da poco più di due anni, prevede l'utilizzo di satelliti e di sensori in situ per monitorare la qualità dell'acqua. Secondo Alex Held, che di Aquawatch è il Mission Leader, "si tratta di un'innovazione assoluta, che mira a controllare la qualità dell'acqua come si controllano le previsioni del tempo".
Oltre che in Australia, Aquawatch è al momento presente anche in altre parti del mondo, tra cui l'Italia.
Vittorio Brando è il responsabile del testing site di Aquawatch, per un progetto in collaborazione con il CNR.
Brando ha lavorato al CSIRO dal 2000 al 2013, gestendo progetti finalizzati alla gestione ambientale delle acque costiere della great Barrier Reef e al potenziamento di data-streams di oceanografia ottica nelle infrastrutture osservative degli ambienti costieri e marini australiani.

Brando ci ha tenuto a sottolineare l'importanza di monitorare l'acqua, specialmente in relazione al cosiddetto "blooming", ovvero la fioritura di alghe e cianobatteri che si moltiplicano in acque calde e stagnanti.
In questa ottica, "il testing site a Venezia è strategico per capirne le effettive potenzialità", ha detto Brando.

Controllare e prevedere la qualità dell'acqua significa anche prendersi cura delle strutture di itticoltura. Numeri alla mano, l'industria ittica in Australia è molto importante.
Secondo le previsioni fornite dal governo, si prevede che il giro d'affari dell'industria degli allevamenti ittici e dell'acquacoltura si aggirerà attorno ai 3 miliardi e mezzo di dollari annui, per un totale di circa 17mila persone che lavorano nel settore.

Il Golfo di Spencer, nel South Australia, è stato definito il "seafood basket" dell'Australia, e fornisce circa 238 milioni di dollari di pesce e crostacei all'anno.
Per Held, la molteplicità dei possibili utilizzi di Aquawatch potrà risolvere molti problemi che oggigiorno affliggono varie parti del mondo, tra cui il monitoraggio dello smaltimento dei grandi complessi industriali.
"Entro il 2030 - continua Alex Held - puntiamo a coprire tutta la superficie australiana. Siamo molto orgogliosi di Aquawatch".
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