Attacchi di squalo in Australia, coincidenza statistica o nuove condizioni ambientali?

Segnali di chiusura della spiaggia a Dee Why Beach a Sydney.

Segnali di chiusura della spiaggia a Dee Why Beach a Sydney. Source: AP / Mark Baker/AP

I quattro attacchi di squalo avvenuti nel giro di 48 ore nel New South Wales hanno il maltempo del fine settimana come elemento in comune: si tratta di una coincidenza statistica o qualcosa è cambiato nelle abitudini degli squali e nel loro ambiente?


Quattro attacchi di squalo in meno di due giorni nel New South Wales, di cui tre a Sydney, hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza in mare, in una serie di episodi che ha spinto le autorità a chiudere decine di spiagge nello Stato.

L’ultimo attacco si è verificato martedì 20 gennaio sulla Mid North Coast, a Point Plomer, circa 450 chilometri a nord di Sydney, dove un surfista di 39 anni si è visto mordere la tavola.

L’uomo ha riportato solo lievi tagli e abrasioni a una gamba ed è stato dimesso dopo il trasporto in ospedale.

Il primo attacco si è verificato domenica a Nielsen Park, negli Eastern Suburbs di Sydney. Un ragazzo di 12 anni è stato gravemente ferito agli arti inferiori ed è tuttora ricoverato in condizioni critiche.
Bull Shark swims in gloomy conditions offshore Jupiter, Florida
Uno squalo toro si muove in acque dalla visibilità ridotta. Source: Moment RF / Julian Gunther/Getty Images
Lunedì si sono poi verificati altri due episodi sulle Northern Beaches: a Dee Why un undicenne ha visto la propria tavola finire tra le fauci di uno squalo, senza conseguenze gravi, mentre a Manly Beach un uomo di 27 anni è stato gravemente ferito.

Secondo le autorità e diversi esperti, tra cui Valeria Senigaglia, biologa marina della Queensland University of Technology, le forti piogge degli ultimi giorni avrebbero contribuito a creare condizioni di maggiore rischio, rendendo l’acqua nelle zone costiere e vicino alle foci dei fiumi meno salata e più torbida.

Un ambiente che favorisce la presenza delle prede degli squali toro e, di conseguenza, un aumento della loro attività in prossimità della costa.

A questo si aggiungono altri fattori, come la ridotta visibilità, che può aumentare il rischio di interazioni accidentali, e la parziale inefficacia delle reti di contenimento.

Sullo sfondo, il cambiamento climatico gioca un ruolo sempre più rilevante: eventi di pioggia intensa e improvvisa stanno diventando più frequenti, modificando gli ecosistemi costieri e creando contesti inediti in cui la convivenza tra attività umane e fauna marina risulta più complessa.
Non esistono soluzioni di protezione efficaci al 100%, ma ce ne sono alcune che diminuiscono il rischio di un attacco di squalo
Valeria Senigaglia, dottoressa in biologia marina presso la Queensland University of Technology
Dal 2020, in Australia si sono registrati 23 attacchi fatali di squalo.

Tuttavia, nonostante la gravità degli eventi, gli esperti ricordano che le interazioni tra squali ed esseri umani restano rare e invitano a seguire le indicazioni del sito governativo Shark Smart, soprattutto dopo piogge intense e in condizioni di scarsa visibilità.

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