La popolazione australiana ha raggiunto ieri sera i 25 milioni di abitanti. Un dato che arriva non senza preoccupazioni per la pressione posta sulle infrastrutture.
I dati più recenti dell'Australian Bureau of Statistics mettono in evidenza che la popolazione australiana cresce, in media, di una persona ogni 83 secondi, e che nel 2017 l'aumento degli abitanti è stato dell'1,6 per cento.
Il dato sorprende, come spiega Nick Parr professore di demografia presso la Macquarie University, che afferma che l'Australia sta vivendo una crescita demografica relativamente alta per un paese del suo genere, visto che secondo le stime di un rapporto delle Nazioni Unite la popolazione globale nello stesso anno è aumentata dell'1,1 per cento.
"Our population growth was 1.6 per cent -- that's higher than the population growth rate for the total population of the world, according to UN estimates. By world standards we have a relatively rapidly growing population, and this is quite unusual for a more developed country."
I dati della Banca Mondiale suggeriscono che la maggior parte dei Paesi con un alto tasso di crescita della popolazione sono nazioni in via di sviluppo, dove l'accesso all'educazione sessuale e al controllo delle nascite è limitato. Le cifre mostrano infatti che i Paesi che hanno registrato la maggiore crescita demografica nel 2017 - ovvero tra il 4,5 e il 5% - sono stati l'Oman (con un aumento del 4,7%), il Bahrain (4,6 %) e Nauru (4,5 %).
Ma secondo la dott.ssa Liz Allen, demografa presso l'Australian National University Centre for Social Research and Methods, ci si concentra troppo spesso solo su dimensioni e crescita della popolazione, mentre ci sono anche altri dati che devono essere considerati.
"Higher population growth on a lower population base like Australia delivers a different rate of change in size, than say a small rate of growth on a very large population, like the US. If we look to other indicators of population comparisons, the population density in Australia is behind that of similar countries.”
Durante gli ultimi 3 anni, la popolazione complessiva dell'Australia è cresciuta di circa 400.000 persone all'anno e secondo le previsione del Bureau of Statistics, se questa tendenza persiste, la popolazione potrebbe raggiungere i 26 milioni di abitanti già nel 2020, i 30 milioni nel 2030 ed i 40 milioni nel 2048.
Il raggiungimento dei 25 milioni di abitanti in Australia non arriva senza preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture nelle principali città australiane, in particolare in quelle lungo la costa orientale, sotto pressione a causa della popolazione crescente.
Secondo la dott.ssa Liz Allen c'è ancora molto spazio per i "nuovi australiani", in particolare per i migranti. Nelle aree regionali lontane dalla costa orientale, infatti, una crescita della popolazione è auspicabile ed i migranti qualificati sono benvenuti.
“Migrants fill positions that locals are either not adequately skilled for or do not want to take. The type of people who move countries are highly innovative people, are very entrepreneurial. This is something that Australia should capitalise on. People risk a lot to move countries and it’s that measured risk-taking that builds nations.”
Ma trattenere le persone nelle aree regionali è più facile a dirsi che a farsi e, secondo alcuni, sarebbe anche ingiusto.
A luglio scorso il governo Turnbull aveva apertamente comunicato di voler proporre delle condizioni di visto specifiche volte a incoraggiare i migranti a stabilirsi nelle aree rurali. Questo a seguito dei dati diffusi dall'Home Affairs, che mettono in evidenza come entro 18 mesi dall'aver vissuto in un area regionale, un migrante qualificato ogni 10 decide di trasferirsi in città.
Secondo il professor Nick Parr, l'Australia dovrebbe essere in grado di far fronte ad una crescita sostenuta della popolazione nel prossimo futuro, ma ammette anche che si tratta di una situazione nuova, rispetto alla quale si possono fare ben poche previsioni.
"The problem we face at the moment is that we don’t really have a successful model for successfully settling large numbers of migrants away from the major cities. That's something that really needs research and experimentation. We need to find a way. But it’s not clear how we can achieve that at the current point in time."
Secondo il demografo Mark McCrindle la risposta starebbe in una migliore pianificazione.
"It's not about population as much as it’s about responding to the trends. It’s about planning for the growth. If we look at New South Wales, Victoria, and Queensland as well, in the last decade they’ve responded to the new growth realities and put a lot of investment in place. We've played a bit of catch-up but we're getting on top of it at the moment.”
L'Australia si colloca al 53esimo posto nella classifica globale per la sua popolazione, subito dopo la Corea del Nord e davanti alla Costa d'Avorio, rappresentando lo 0,33% della popolazione mondiale.





