PUNTI CHIAVE
- Mahsa Amini era stata arrestata il 13 settembre 2022 dalla "morality police" iraniana per non aver indossato correttamente il velo
- La giovane è deceduta tre giorni dopo in ospedale
- Secondo Ghaffari, queste proteste sono il simbolo di un profondissimo divario generazionale
Molti di noi ricorderanno la rapidità con la quale il mondo occidentale reagì e aderì alle proteste scoppiate in Iran a settembre del 2022 in seguito alla morte di Mahsa Amini.
La morte della ventenne, deceduta in ospedale il 16 settembre dopo dopo essere stata arrestata tre giorni prima per non indossare correttamente il velo, innescò un tam-tam globale sui social media, anche grazie ai numerosi personaggi famosi che hanno condiviso sui propri profili gesti simbolici, quali il taglio di una ciocca di capelli.
Secondo Rassa Ghaffari, sociologa ed esperta di questioni di genere e Medio Oriente, però, la rivolta delle giovani donne iraniane è stato l'ultimo tassello di un fermento che da ben prima agitava le acque della società iraniana.
"Queste proteste non sono inaspettate" ha commentato Ghaffari, secondo cui in Iran, già da parecchi anni, ci sono "proteste dei lavoratori, delle donne, dei mercanti, degli insegnanti, dei pensionati".
A differenza delle altre proteste, secondo la sociologa di origine iraniana di stanza in Italia, "questa è una protesta di una generazione che sa come usare i social media". Questo, sempre a suo dire, spiegherebbe l'inaspettata durata di questa rivolta.
Questa protesta è un punto d'incontro di tante istanze, di tante domande e di tante rivendicazioni, che nella morte di Mahsa sembrano aver trovato il loro trait d'union.R. Ghaffari
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook, Twitter e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.



