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Bielorussia e caso Navalny, continua il braccio di ferro tra Europa e Russia

People use their mobile phone torches during an opposition rally in Independence Square in Minsk.

People use their mobile phone torches during an opposition rally in Independence Square in Minsk. Source: Natalia Fedosenko/TASS/Sipa USA

In Bielorussia, migliaia di manifestanti sono in piazza contro il governo del presidente Alexander Lukashenko, mentre la vicina Russia dichiara che “non ci sono motivi per un'indagine vera e propria” sul presunto avvelenamento del dissidente politico Alexei Navalny.


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By Francesca Valdinoci

Presented by Dario Castaldo

Source: SBS



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In Bielorussia, migliaia di manifestanti sono in piazza contro il governo del presidente Alexander Lukashenko, mentre la vicina Russia dichiara che “non ci sono motivi per un'indagine vera e propria” sul presunto avvelenamento del dissidente politico Alexei Navalny.


In Bielorussia, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a partire dal 9 agosto per manifestare contro il governo del presidente Alexander Lukashenko.

Le proteste sono iniziate quando nel paese si sono tenute le elezioni presidenziali, ma già nei giorni precedenti c'erano state tensioni per il sospetto che il voto non sarebbe stato regolare.

L’Osce non ha mai riconosciuto come libera ed equa nessuna delle precedenti elezioni presidenziali tenuta sotto il lungo "regno" di Lukashenko durato 26 anni.

Durante le elezioni 2020 non sono stati presenti osservatori internazionali e molti giornalisti non hanno ottenuto il visto per recarsi in Bielorussia.

“La crisi bielorussa è assolutamente grave”, racconta il corrispondente Giuseppe D'Amato da Mosca.

“I brogli sono stati incredibili, si è addirittura arrivati al punto di non far votare la gente con la scusa di misure sanitarie e gli elettori sono rimasti per ore in strada.”

I risultati ufficiali hanno affidato il sesto mandato al presidente Lukashenko con circa l'80% dei voti.

La principale sfidante, Svetlana Tikhanovskaya, è fuggita in autoesilio in Lituania il giorno dopo lo spoglio elettorale ma ha continuato a convocare manifestazioni tramite video-messaggi.

“In realtà è emerso quello che sapevamo: la sfidante ha probabilmente vinto le consultazioni e il presidente le ha perse”, commenta D’Amato.

I brogli sono stati incredibili, si è addirittura arrivati al punto di non far votare la gente con la scusa di misure sanitarie gli elettori sono rimasti per ore in strada

Lukashenko ha intanto schierato l'esercito per “difendere l'integrità territoriale del paese” e sedare le proteste.

Nelle ore scorse dalla vicina Russia sono arrivate le dichiarazioni del presidente Vladimir Putin a sostegno del presidente bielorusso.

"Su richiesta di Aleksandr Grigorievich (Lukashenko), ho formato una riserva di agenti delle forze dell'ordine che possono andare in Bielorussia, ma finora non ce n'è stato bisogno, ha dichiarato Putin".

La Bielorussia rappresenta uno snodo cruciale tra Russia ed Europa.

“Dal punto di vista geostrategico siamo in una situazione molto complicata, la Bielorussia fa parte del blocco militare russo ed è logico che Mosca non ammetta ingerenze sterne", spiega D'Amato.

"Dall’altra parte il programma partnership orientale dell’Unione Europea ha lavorato in questi anni cercando di ammodernere quanto più possibile le strutture economico-sociali del paese”.

“La paura di tutti è che la Russia possa intervenire” ha concluso il corrispondente da Mosca.

“Gli oppositori chiedono di tornare al voto, ma il rischio che la situazione possa sfuggire di mano rimane alto anche se gli oppositori hanno dichiarato che si tratta di una manifestazione pacifica”.

Dal punto di vista geostrategico siamo in una situazione molto complicata, la Bielorussia fa parte del blocco militare russo

Il caso Navalny

Risale al 20 agosto la notizia del presunto avvelenamento di Alexei Navalny, segretario del Partito del Progresso e principale oppositore politico del presidente russo, Vladimir Putin.

Il dissidente russo si trovava in Siberia per un tour elettorale quando ha manifestato i primi sintomi di malessere, sintomi per i quali è finito poco dopo in coma.

Dopo una giornata in cura presso Omsk, capoluogo della Siberia, la famiglia di Navalny grazie alle pressioni dell’Europa ha ottenuto i documenti dal Cremlino per il trasferimento del blogger in Germania per ricevere cure mediche.

Secondo quanto riferito dai medici tedeschi il dissidente russo sarebbe stato avvelenato con una potente neurotossina, una sostanza chimica che agisce sul sistema nervoso.

La vita dell’attivista politico non è in pericolo, hanno fatto sapere i medici che lo hanno in cura, tuttavia "non si possono escludere danni a lungo termine al sistema nervoso".

Come spiega il corrispondente da Mosca, “Ci sarebbe un’inchiesta giornalistica molto ben dettagliata: Navalny sarebbe stato seguito dai servizi segreti russi, anche se non se ne conoscono le ragioni”.

“Subito dopo la diffusione della notizia del presunto attentato è iniziato lo scontro diplomatico tra la Russia e l’Europa”, ha raccontato D’Amato.

In Germania la cancelliera Angela Merkel, alla presidenza del consiglio dell'Unione Europea, ha chiesto alla Russia che sia aperta un'inchiesta completa per scoprire i responsabili dell'avvelenamento di Alexei Navalny.

Anche l’Italia si è unita alla richiesta dell’Unione Europea di un’indagine trasparente su quanto accaduto al dissidente russo Alexei Navalny.

Subito dopo la diffusione della notizia del presunto attentato è iniziato lo scontro diplomatico tra la Russia e l’Europa

Intanto la Russia ha chiesto alla Germania "informazioni e prove" sulla diagnosi formulata dai medici, un'informazione fondamentale per cercare di fare chiarezza sulla vicenda.

Nel Paese la polizia dei trasporti ha già avviato un'indagine ma il Cremlino ha definito l'indagine una procedura di routine. Il portavoce del presidente Putin ha infatti dichiarato che “non ci sono motivi per uniindagine vera e propria”.

Da quanto emerso fino ad ora la polizia russa non ha trovato alcuna sostanza "anomala o stupefacente" nel corso dei controlli effettuati.

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