Negli ultimi 20 anni, il numero dei giovani che si dichiarano soli è quasi raddoppiato in Australia.
Prima del 2008, la fascia di età compresa tra i 15 e i 24 era agli ultimi posti della classifica di chi soffriva di solitudine; oggi questo gruppo è al primo posto e, anche tra i più piccoli, le statistiche non sono rassicuranti.
Ma cosa accade se a questa macro tendenza si sommano le difficoltà specifiche che può incontrare chi emigra, come l’integrazione e il bullismo?
“I giovani spesso hanno difficoltà a integrarsi quando arrivano in Australia, possono sentirsi socialmente isolati e diversi dagli altri, oppure [sentire] che non hanno nulla in comune con i compagni di scuola, ad esempio, e quindi finiscono per sentirsi disconnessi da tutto e da tutti”, spiega Lara Nelli, psicologa alla clinica Casa Mia Care Services di Carlton a Melbourne.

“Questo si riflette nella loro difficoltà a sviluppare una propria identità, un problema con cui possono fare i conti non solo i bambini che arrivano dall’Italia, ma anche i bambini di seconda generazione”.
Ascolta l'intervista a Lara Nelli cliccando sul tasto "play" in alto
Nelli, psicologa iscritta alla Psychotherapy and Counselling Federation of Australia (PACFA), è nata in Australia da famiglia italiana, e ha vissuto sulla propria pelle le problematiche dei più giovani nel loro percorso di costruzione di una doppia identità, italiana e australiana.
"Crescendo mi sentivo sempre italiana e non australiana, nonostante sia nata qui. A volte mi sentivo come se vivessi tra due mondi", racconta.
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