Il World Economic Forum di Davos ha confermato un clima di incertezza che continua a pesare sui mercati globali.
Le oscillazioni dei mercati finanziari si sono intrecciate con le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su Groenlandia e politica commerciale, mentre l’oro, bene rifugio per eccellenza, è in aumento da oltre due anni.
Secondo Massimiliano Tani, docente di finanza alla University of New South Wales, “l’incertezza tutto sommato continua. E il fatto che si veda il prezzo dell’oro continuamente salire è perché queste incertezze non stanno andando via”.
Anche se alcune tensioni sembrano essersi attenuate, restano aperti dossier rilevanti come quello sull’Iran, che “continua a essere lì, pronto per essere tirato fuori”, mentre Trump “continua sostanzialmente a voler utilizzare i dazi come una politica per far sì che altri paesi obbediscano alle sue volontà”, spiega Tani.
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Da Davos è emersa anche una riflessione sul ruolo delle potenze di medio livello.
Commentando il discorso del primo ministro canadese, Tani osserva che si tratta di un messaggio che riguarda anche l’Australia: “Un discorso quello del leader del Canada che sembra fatto con il sarto per potenze di medio livello come l’Australia”.
E aggiunge: “Noi australiani, perlomeno fino a quando non siamo obbligati a dire qualche cosa di negativo nei confronti degli Stati Uniti, non ci pensiamo nemmeno”.
Un atteggiamento che, conclude Tani, finisce per rafforzare la posizione americana: “Se noi ci comportiamo così, ovviamente il presidente Trump si sente ancora più rafforzato a continuare a fare quello che vuole fare”.
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