Sabato scorso 24 gennaio Alex Jeffrey Pretti è stato ucciso da un agente federale per il controllo dell’immigrazione.
Secondo le immagini disponibili, una donna era stata spinta a terra da agenti federali e Pretti si è avvicinato nel tentativo di aiutarla prima di essere colpito a morte.
Si tratta del secondo caso in poche settimane di una persona uccisa da agenti federali a Minneapolis, episodio che ha innescato proteste e critiche contro le tattiche di enforcement federale.
L’amministrazione Trump ha diffuso una versione dei fatti poi smentita dai video girati da alcuni testimoni oculari.
Pretti aveva con sé una pistola, con regolare licenza, ma non la stava brandendo: in mano aveva soltanto un telefono e la pistola gli era stata sottratta da un agente, quando un altro agente ha iniziato a sparare.
In questo podcast analizziamo la situazione con Giampiero Gramaglia, giornalista esperto di questioni statunitensi, che ricorda come Pretti fosse "un infermiere addetto alla rianimazione dell'ospedale dei veterani di Minneapolis", descritto da familiari, amici e colleghi come un "lavoratore attento alla sua famiglia e alle persone che assisteva".
Credo che Trump considerasse che le scelte-anti migranti gli valessero un sostegno dell'opinione pubblica e un supporto del suo elettorato. Attualmente non sembra che sia così.Giampiero Gramaglia, giornalista
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