Lunedì scorso in Calabria si è concluso il primo grado del più grande processo mai realizzato contro la 'ndrangheta, il più grande contro le mafie dal maxiprocesso di Palermo del 1986.
Secondo Anna Sergi, professoressa di Criminologia e Crimine Organizzato alla University of Essex, il paragone però non regge.
Il processo Rinascita Scott, secondo Sergi, è sì un "processo complessivamente molto grande" ma non cambia il modo in cui comprendiamo la 'ndrangheta come aveva fatto il maxiprocesso del 1986 per la mafia siciliana.
Nella sua analisi ai microfoni di SBS Italian, Sergi chiarisce la doppia anima della 'ndrangheta, quella legata al territorio calabrese - e colpita duramente in una sua componente periferica in questo processo - e quella della potenza internazionale che ha esteso i suoi affari in altri continenti, compresa l'Australia.
È un processo che ci ricorda come i poteri dello stato, politici ed economici, vadano a braccetto con certa parte della mafia, ma non è un processo che porta un cambiamento paradigmatico nella nostra comprensione del fenomeno.



