Dieci persone, duramente colpite negli anni scorsi da eventi climatici estremi, hanno presentato un ricorso per danni climatici contro il governo australiano al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite .
Scopri altri nostri podcast cliccando qui.
"Nonostante decenni di avvertimenti da parte della scienza, i governi continuano ad approvare progetti relativi al carbone e al gas, e credo che ciò rappresenti un fallimento nella protezione sia delle persone che del Paese da danni prevedibili", afferma la professoressa Anna Poelina - una dei dieci australiani che hanno presentato un ricorso alle Nazioni Unite contro l'Australia.
Secondo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, l'iniziativa australiana è un esempio di climate litigation, ovvero "azioni da parte di singoli cittadini o gruppi di cittadini che cercano giustizia, perché in fondo, il cambiamento climatico acuisce le diversità, le ingiustizie, la mancanza di equità tra gruppi sociali".
Alcune di queste azioni sono risultate in una vittoria in tribunale, ma hanno finora avuto conseguenze limitate. Come spiega Mercalli, "le condanne per i governi oggi sono soltanto simboliche".
Ascolta l'intervista a Luca Mercalli cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra
La Corte internazionale di Giustizia ha stabilito all’unanimità nel 2025 che tutte le nazioni hanno obblighi legali, dettati dalla legge internazionale, per il contrasto dei cambiamenti climatici.
Lo scorso 26 maggio l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che sostiene la decisione della Corte Internazionale con una maggioranza schiacciante: 141 a 8.
L’Italia e l’Australia erano tra i sostenitori del sì, i contrari sono stati Stati Uniti, Russia, Israele, Bielorussia, Iran, Arabia Saudita, Yemen e Liberia.
Il ricorso contro l’Australia raggruppa dieci persone colpite negli anni scorsi da diversi fenomeni legati al cambiamento climatico: alluvioni, incendi, caldo estremo e proliferazione algale.
Il cambiamento climatico amplifica tutti i fenomeni estremi che già avevamo nella casistica precedente di un clima normale, cioè gli incendi, le alluvioni, le piogge intense, i tornado, gli uragani tropicali...Luca Mercalli, climatologo ed esperto di meteorologia
Secondo Mercalli, oggi i governi devono fare due cose: la prima è la mitigazione, ovvero "meno emissioni, partecipare meno a questa intossicazione dell'atmosfera terrestre che fa aumentare la temperatura", con, ad esempio, il passaggio alle rinnovabili e al risparmio energetico.
Il secondo aspetto riguarda invece l'adattamento, con "misure per proteggere i cittadini dai nuovi eventi estremi".

Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.





