Nella seconda giornata di udienze dalla ripresa dei lavori della Commissione reale sull’antisemitismo e la coesione sociale si è analizzato come i social media possano avere un ruolo distruttivo e amplificare la disinformazione.
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Sono ripresi ad inizio settimana i lavori della Commissione reale sull’antisemitismo e la coesione sociale, che è ritornata alle udienze pubbliche dopo una fase a porte chiuse dedicata alle questioni di sicurezza.
Lunedì, tra i testimoni che hanno deposto davanti alla Commissione reale, è stata particolarmente rilevante la testimonianza di Arsen Ostrovsky, un sopravvisuto all'attacco di Bondi Beach dello scorso ottobre e vittima di teorie del complotto, che ha raccontato come i social media possano avere un ruolo distruttivo e amplificare la disinformazione.

E ieri è stato invitato a offrire la sua testimonianza il professore associato alla Deakin University e direttore del Tackling Hate Lab Matteo Vergani, esperto di crimini d'odio.
Ascolta l'intervista a Matteo Vergani cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra
Matteo Vergani ha presentato alla Commissione l'ultimo lavoro del suo gruppo, dedicato all'aumento di incidenti online a seguito dell'attacco di Hamas del 7 ottobre del 2023 e dell'attacco di Bondi alla fine dell'anno scorso.
La mappatura di queste interazioni violente online e attacchi nella vita reale rinforza una vera e propria "spirale d'odio", con conseguenze che coinvolgono tutta la società.
L'odio è aumentato, non solo nei confronti degli ebrei ma anche dei musulmani. Le discussioni si stanno polarizzando e stanno diventando sempre più tossicheMatteo Vergani
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