In evidenza
- Carlo Calenda ha rotto l'accordo tra Azione e PD
- Tra le motivazioni, il seguente accordo del PD con la sinistra anti-Draghi
- Alla vigilia delle parlamentarie del M5S, non si ricandidano Rocco Casalino e Alessandro Di Battista
A meno di una settimana dal raggiungimento dell'accordo tra il PD di Enrico Letta e Azione di Carlo Calenda, ieri abbiamo assistito alla sua rottura.
Le motivazioni dell'interruzione dell'accordo di alleanza sono state dichiarate esplicitamente da Calenda, che ha accusato Letta di aver raggiunto dopo l'accordo con Azione - dall'anima liberale e sostenitori della prima ora di Mario Draghi - uno successivo con la sinistra più radicale, rappresentata da Sinistra Italiana e +Europa di Emma Bonino.
Tutto questo mentre alla scadenza dei termini per presentare l'autocandidatura alle parlamentarie per decidere i nuovi candidati del M5S, si notano due grandi assenti: l'ex portavoce dell'ufficio stampa del Movimento Rocco Casalino e Alessandro Di Battista, che senza giri di parole ha accusato il fondatore del Movimento Beppe Grillo di essere un padre padrone.
Il giornalista da Roma Carlo Fusi ha ricostruito per SBS Italian le ultime 24 ore della politica italiana.
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