Andrea Perego, giornalista e scrittore esperto della Serenissima e del suo carnevale, racconta il legame della laguna con la storia dell'evento, delle sue maschere e delle sue trasgressioni.
Anche quest'anno Venezia si appresta a trasformarsi per il suo Carnevale, la tradizionale festa che rivestirà le calli e i canali della laguna dall'8 al 25 febbraio con "Il Gioco, l'Amore e la Follia", tema dell'edizione 2020.
La storia del carnevale è, nella tradizione cristiana, connesso al periodo di trasgressione che precedeva la Quaresima. Tutto si poteva, dal mangiare la carne (poi proibito durante i 40 giorni antecenti la Pasqua) al far festa nei modi più stravaganti.
A Venezia la festa risale addirittura alla fine del Duecento, ma non la si deve immaginare come avviene oggi, con le maschere e i turisti provenienti da tutto il mondo. Il carnevale come lo conosciamo adesso nacque nel 1979 grazie ad una radio privata dei tempi, e già negli anni Ottanta era diventata un'attrazione per i viaggiatori di tutto il mondo.
Viaggiatori e turisti che oggi stanno rilanciando l'economia dopo le inondazioni che hanno messo in ginocchio la città lagunare negli ultimi anni, in particolare a novembre del 2019 quando l'acqua alta ha invaso Venezia.





