La Traviata a distanza di 170 anni dalla sua prima messa in scena continua a causare polemiche. Criticata e censurata ai tempi di Giuseppe Verdi, continua a farlo anche nel 2023.
Giudicata "geniale e coraggiosa" dai critici, la Traviata transgender del giovane regista Luca Baracchini (29 anni) dopo avere vinto il concorso di OperaLombardia è andata in scena con successo al Teatro Grande di Brescia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Donizetti di Bergamo, Teatro Sociale di Como e Teatro Fraschini di Pavia con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Ma nei tatri marchigiani di Fermo e Ascoli Piceno invece, le auotorità locali hanno deciso di censurarla per la rappresentazione dedicata agli studenti e agli under30 mettendola in scena in forma di concerto.
"Chi si siede a vedere la nostra Traviata trova in realtà un lavoro di delicatezza. La delicatezza e la poesia sono stati i due punti fissi con i quali abbiamo voluto approcciare questo tema", spiega Baracchini ai microfoni di SBS Italian.
Il pregiudizio, tanto nel teatro come nella vita si sconfigge toccandolo con mano facendo esperienza diretta.Luca Baracchini.

Nelle versione originale Verdi combatte il pregiudizio nei confronti di Viloletta, una "fidanzata in affitto" come l'ha definita Baracchini ma della quale ugualmente si innamora Alfredo. Nella versione di scelta da OperaLombardia Violetta è invece una persona transgender che conquista il cuore di Alfredo portandoci quindi alla realtà dei nostri giorni.
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