La riflessione di Andrea Candiani al ritorno dalla sua visita alla Cappella degli Scrovegni di Padova.
"Trovo molto difficile pensare a quello che l'arte contemporanea rappresenti al giorno d'oggi", dichiara il direttore di Blackartprojects, dopo la sua visita alla Cappella degli Scrovegni di Padova, che ospita un ciclo di affreschi di Giotto del XIV secolo.
Agli ascoltatori chiede uno sforzo creativo, immaginando di cancellare l'enorme affresco del giudizio universale di Giotto "e di appendere al muro una banana, come quella di Maurizio Cattelan".
Candiani osserva anche quale fosse la libertà di espressione di cui godette Giotto nel dipingere la Cappella, una libertà messa in discussione, a suo parere, dai recenti eventi che hanno visto Creative Australia rimuovere l'artista libanese-australiano Khaled Sabsabi dal suo ruolo di rappresentante australiano alla Biennale di Venezia 2026.
La mossa, motivata con le critiche suscitate da una video installazione dell'artista del 2007, ha scatenato polemiche nella comunità artistica internazionale riguardo alla libertà artistica e al ruolo delle istituzioni pubbliche nella rappresentazione culturale.
"L'arte rimane, quella che conta, qualcosa rimane", sottolinea Candiani riallacciandosi all'esempio della Cappella degli Scrovegni, i cui affreschi, considerati una delle opere più importanti dell'arte occidentale, hanno immortalato il nome del committente, "mentre i ricchi ed i potenti che censurano, no".
Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare il segmento
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.





