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Cile: cosa ha portato al rifiuto della nuova costituzione

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Dalle piazze piene di cileni che nel 2019 protestavano contro un paese ultraliberista e ineguale al percorso per sostituire la costituzione di Pinochet, fino al "rechazo" con cui la maggioranza dei cileni ha rifiutato la nuova costituzione. Cosa sta succedendo in Cile?


In evidenza
  • Le proteste del 2019 non hanno portato ad una riscrittura della costituzione
  • Le ragioni della mancata riforma sono molteplici
  • Il percorso costituzionale continua ad andare avanti, ma non parte più dal basso

In questo nuovo episodio di 'Global Mail', la rubrica a cura di Jolanda Pupillo, Emanuele Profumi, docente di scienze politiche all'Università della Tuscia, approfondisce le ragioni di quello che sta succedendo in Cile, dove le proteste del 2019 non hanno portato ad una riscrittura della costituzione.

Il tentativo di riorganizzare la società in maniera profonda affonda le sue ragioni nella storia del Paese. Nel 2019, all'inizio delle proteste, il Cile si trovava al culmine di un momento storico molto duro.

Emanuele Profumi spiega che "la popolazione, per poter sopravvivere, doveva fare tre lavori, quattro lavori (...) per poter avere un salario decente, e le disuguaglianze crescevano".

Si era creata una discrepanza radicale tra lo stile di vita della gente comune e le élite e, continua Profumi, a quel punto "è servita soltanto una scintilla per riversare tutta la popolazione nelle strade e nelle piazze per chiedere un cambiamento di modello sociale ed economico".

Eppure, contro molti dei pronostici, al referendum (con voto obbligatorio) che avrebbe dovuto approvare una nuova costituzione da sostituire a quella attuale, più del 60 per cento dei votanti ha bocciato l'iniziativa.

Secondo Emanuele Profumi "chi stava lì (...) si è reso conto dal primo momento che c'era qualcosa che non andava".

Le ragioni della mancata riforma a suo parere sono molteplici.

Per cominciare il processo di politicizzazione non è andato abbastanza in profondità e non è riuscito a raggiungere le classi popolari. Queste classi in larga parte hanno votato seguendo la propaganda mediatica o rifacendosi ad un approccio conservatore.

Inoltre, parte dei votanti non era d'accordo su alcuni dettagli della proposta e su quelli si è soffermata, non considerando l'aspetto generale.

Infine i media, secondo Profumi, hanno giocato un ruolo importante e hanno spesso screditato il processo costituente.

Oggi il percorso costituzionale continua ad andare avanti, ma non parte più dal basso, è invece guidato dal parlamento. Questo significa che è in corso una discussione tra partiti che potrebbe rallentare molto il cammino verso il raggiungimento di una nuova carta costituzionale.

La nuova proposta dovrebbe tener presente la centralità dei diritti umani, ma anche la centralità del tema ecologico e dei beni comuni materiali.

"Il futuro non è lineare", conclude Emanuele Profumo, "come spesso accade è preda di altre direzioni. Di ritorni indietro e scatti in avanti".

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