La settimana scorsa è stata resa nota la classifica delle città più vivibili del 2021.
Il Global Liveability Index dell'Economist Intelligence Unit, che prende in esame 140 città, stila una graduatoria in base a 30 fattori qualitativi e quantitativi nell'ambito di cinque categorie, dall'istruzione alle infrastrutture, dall'ambiente all'assistenza sanitaria.
"Proprio quest'ultima ha probabilmente determinato il calo di Melbourne" spiega a SBS Italian Michele Acuto, Professore di Politiche Urbane presso la facoltà di architettura della University of Melbourne.
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Nominata città più vivibile del mondo per sette anni consecutivi, dal 2011 al 2017, e che nel 2018 e nel 2019 figurava al secondo posto, la capitale del Victoria è infatti scivolata all’ottavo posto.
L'Australia si è comunque difesa egregiamente, piazzando quattro capitali statali - Adelaide, Perth, Melbourne e Brisbane - nei primi 10 posti di una classifica guidata da Auckland e che nella top 10 comprende due centri giapponesi, due neozelandesi e due svizzeri.
Alla luce di questa valutazione dell'Economist, abbiamo cercato di capire in che modo la pandemia abbia influito sul calo della la qualità della vita a Melbourne e come sia la situazione nelle altre città australiane.
Riascolta qui il nostro dibattito sulla qualità della vita nelle città australiane:
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