La decisione è particolarmente attesa poiché dovrà risolvere alcune discrepanze nell'interpretazione della legge riguardanti il cosiddetto minor issue, ovvero il rapporto tra le norme sulla conservazione della cittadinanza italiana e quella sulla sua perdita da parte dei figli minorenni in caso di naturalizzazione del genitore.
"Il minor issue riguarda un problema in realtà storico della nostra normativa italiana. Per semplificare: se un cittadino italiano si naturalizzava straniero prima del 1992, i figli minorenni perdevano automaticamente la cittadinanza italiana insieme al genitore", spiega l'avvocato Alessia Comandini da Sydney.
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"Questo, come potete ben capire, ha generato tantissimi casi, soprattutto in Australia, nel Sud America, in America, in Argentina, dove il genitore perdeva la cittadinanza perché acquistava per esempio quella - nel nostro caso - australiana, e il figlio minorenne la perdeva automaticamente, quindi la linea di trasmissione si interrompeva".
Il punto controverso è che questa perdita non era in realtà una scelta del minore e quindi oggi viene contestata come illegittima o incostituzionaleAlessia Comandini
Per il momento non è ancora stata pubblicata una sentenza definitiva.
"Il caso ora è stato rimesso alle Sezioni Unite perché esistono orientamenti contrastanti, e serve sicuramente una linea uniforme per tutti i tribunali ed anche ovviamente per i consolati", prosegue Comandini.
Per il momento restano in sospeso molti casi che dipendono dall'interpretazione del minor issue.
"Qualora la Cassazione dovesse confermare la perdita automatica [della cittadinanza da parte dei minori], ovviamente ci sarà una chiusura negativa di migliaia di casi. Qualora invece dovesse dichiarare l'illegittimità, ci potrebbe essere la riapertura massiva di tantissime pratiche".
Nel frattempo il consiglio per chi era minorenne all'epoca in cui i propri genitori si erano naturalizzati australiani è di verificare il proprio status giuridico presso il Consolato di riferimento.
"Ci sono molte zone d'ombra: molte persone, per esempio, vengono da me non sapendo che risultano già registrati come cittadini italiani da tantissimi anni, perché magari i genitori lo avevano fatto direttamente con il Consolato italiano di Melbourne o di Sydney, e quindi in Australia", spiega Comandini.
Sono casi a lieto fine, perché, sottolinea l'avvocato, "in quel caso non si tratta di un riconoscimento di cittadinanza, ma semplicemente potete richiedere il passaporto italiano".
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