In evidenza
- Il ddl sul clima è passato alla Camera Bassa con 89 voti a favore e 55 contrari
- Con il voto di ieri, si fissa ufficialmente il target del taglio del 43% delle emissioni del 2005 da raggiungersi entro il 2030
- Il voto in Senato è previsto per settembre
Un successo che è il risultato di diversi compromessi, visto che il governo ha dovuto acconsentire a diversi emendamenti presentati dai cosiddetti candidati indipendenti "teal", forti di un successo elettorale alle scorse elezioni dovuto alla loro combattività sui cambiamenti climatici.
Il governo ha dovuto modificare il ddl per assicurare più trasparenza, responsabilità e soprattutto per permettere la possibilità di aumentare gli obiettivi in futuro.
I Verdi alla vigilia del voto sostenevano infatti che "il 43% dovrà essere il pavimento e non il soffitto", con una chiara metafora sulla volontà di partire da questa cifra e non porla come limite massimo.
This is a good day for our country, that renewable is the cheapest form of energy, that renewable energy is the key to reducing emissions and seizing the jobs opportunity that is the climate emergencyMinister for Climate Change Chris Bowen
La Camera Bassa però ha respinto due emendamenti presentati dall'indipendente Andrew Wilkie e dal leader dei Verdi Adam Bandt di aumentare l'obiettivo 43%.
Sono passati inoltre altri emendamenti, tra cui quello dell'indipendente Helen Haines per porre maggiore attenzione alle comunità regionali - un emendamento che è stato votato contro dai liberali e dai Nationals.
il ddl il mese prossimo deve andare in Senato, dove dovrebbe riuscire a passare con il sostegno dei Verdi.
Ma il governo ha anche bisogno dell'appoggio di almeno un altro crossbencher, e al momento sta corteggiando l'indipendente David Pocock, che deve ancora decidere come votare.
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