Come dovrebbe cambiare la politica migratoria australiana?

ABS 2021 CENSUS STOCK

Passanti a Flinders Street, Melbourne, lo scorso 28 giugno. In quei giorni l'Australian Bureau of Statistics ha pubblicato i nuovi dati emersi dal censimento 2021, da cui è emersa la crescente diversità culturale della popolazione australiana. Source: AAP / DIEGO FEDELE/AAPIMAGE

È la domanda a cui diverse organizzazioni australiane sono state invitate a rispondere. Anche il COMITES del Victoria e della Tasmania ha prodotto un documento con alcune indicazioni.


Il recente Censimento ha messo in luce i cambiamenti della società australiana e anche gli effetti della pandemia sull’immigrazione down under, suscitando interrogativi su come bisognerebbe modificare il sistema di norme che regolano l'immigrazione nei prossimi anni.

Il Comites del Victoria e della Tasmania ha recentemente preso parte al dibattito, stilando un documento in risposta alla consultazione governativa sul futuro dell’immigrazione in Australia, nell'ambito di una revisione avviata il 2 settembre scorso col titolo ‘A migration system for Australia’s future’.

Il Comites ha indicato vari possibili suggerimenti su come impostare una politica migratoria più equa e consona alle esigenze attuali, indicando ad esempio, tra le possibili modifiche, tempi più brevi per avere diritto a Medicare, alla sicurezza sociale, alla residenza permanente e alla cittadinanza, ma anche una riduzione dei costi esorbitanti delle domande di visto.

Ne abbiamo parlato con Gabrielle Marchetti, vicepresidente del Comites e avvocato di JobWatch.

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